giovedì 24 marzo 2011

Le interviste: Fabio Armano | CENTURIONS Alessandria



Siamo al "giro di boa" della regular season, coach...Quali sono i punti di forza espressi maggiormente dalla tua squadra e dove invece c'è più bisogno di migliorare?

Purtroppo con una realtà che parla di solo un incontro disputato e ben 3 da recuperare causa maltempo risulta difficile rispondere a questa domanda. Abbiamo giocato solo contro I Pirates Savona vincendo con uno stretto 6 a 0. Ritengo comunque di poter parlare di un solido running game e di una difesa che sa fare il proprio lavoro, ma servono perfino a me più incontri per valutare obiettivamente migloramenti e le cose da correggere.

Quali sono realisticamente, in percentuale, le speranze di arrivare ai playoff?…E, comunque, rispetto alle tue previsioni, come giudichi l'andamento sinora della tua squadra?

Alla prima domanda rispondo che nel nostro girone i Bills di Cavallermaggiore sembrano essere la squadra che si propone come la “testa di serie” con le loro 2 sonore vittorie, e considerato che i posti disponibili per la post season sono 2, ritengo che fare la corsa su Pirates e Blitz sia possible , se non altro basandomi sull’attuale record di 0-2 dei Blitz e 1-2 dei Pirates contro il nostro 1-0. Alla seconda domanda è difficile rispondere per i motivi spiegati sopra.

Come si svolgono abitualmente i vostri allenamenti? Quali sono gli aspetti sportivi e disciplinari che curate maggiormente?

La mia squadra si allena 2 volte a settimana con un’ora iniziale di atletica condotta dal preparatore Daniele Pinna che i miei ragazzi temono come la peste, ma che ringraziano quando poi giocano la partita in scioltezza e alcuni in doppio ruolo, ed una seconda ora nella quale il sottoscritto si occupa della parte tecnica attacco e difesa, coadiuvato dal mio collega Ciro Franzoso anche lui iridato Giants Bolzano nel 2009 , Alex Smaniotto ex Knights per i receivers e Diego Sandrè per difesa e special teams. Tra i vari aspetti tecnici, senza ombra di dubbio, la mia politica sportive da un’importanza a educazione e disciplina dello stare in campo un’ importanza fondamentale. Troppo spesso negli ultimi anni, mi duole dirlo, ho visto atteggiamenti e tendenze sui campi inaccettabili nel mondo dello sport, e che a mio modo di vedere sono lesivi per l’immagine del movimento e per una reale crescita , tenendo presente che parlo di giocatori, ma anche di chi dovrebbe tenerli in riga. Non temo assolutamente di dire che nella mia squadra a questo proposito applico un vero e proprio “regime”, e funziona, perchè le democrazie producono filosofi, ma non soldati disciplinati. Rispetto per ciò che siamo e rappresentiamo, innanzitutto.

In percentuale, quanti giocatori del vostro Roster hanno un'età giovane, diciamo compresa tra i 16 ed i 21 anni?

E’ stato un autunno molto produttivo rispetto agli anni passati dal momento che ad inizio stagione potevamo contare oltre ai già noti , almeno 3 nuovi arrivi di ragazzi sotto la maggiore età. Direi che sul mio roster attuale di 29 ragazzi , 7 possono essere considerati in quella fascia , e lo considero un ottimo investimento soprattutto nell’ottica nella quale il giovane, parlando con gli amici coetanei della sua esperienza , può diventare un veicolo per nuovi arrivi, cosa sicuramente positiva.

Qual'è la squadra più forte che avete incontrato finora?…e perché?

Abbiamo incontrato solo I Pirates Savona al momento, ma abbiamo osservato in 2 partite I Bills Cavallermaggiore che sembrano senza dubbio la squadra da battere nel girone Nord A. A dirlo ci sono i 2 risultati che hanno maturato, un 47 a 0 contro Blitz, e il 56 a 0 contro Pirates, ma al di la dei numeri, hanno mostrato in attacco un gioco molto solido costante e che offre poche chiavi di lettura, ed una difesa secondo me buona visti anche i 0 punti subiti. Sarà un impegno non da poco affrontarli.

E' anche quella che esprime il miglior gioco?

Al momento si.

Come vi preparate ad un incontro?…qual'è lo spirito giusto con il quale affrontate l'impegno di una gara, sia essa in casa o in trasferta?

Io chiedo spesso ai miei giocatori di dare la giusta importanza al privilegio di giocare una partita di football con una squadra attorno, ed una dirigenza che sottrae tempo ed energie a famiglia e lavoro, per concedere loro quell privilegio. E quando li devo mandare in campo, non chiedo loro di giocare al meglio e se possible vincere per me, per lo sponsor o per il presidente, ma cerco di far capire loro che la prima persona che un giocatore dovrebbe onorare, è se stesso , i propri sacrifici fatti sui campi gelati o infangati negli allenamenti, i propri sforzi dei mesi di preparazione. Se loro rispetteranno tutto ciò, avranno rispettato di conseguenza anche il loro coaching staff e la dirigenza.


Qual'è la squadra favorita per la vittoria finale di questo Campionato a tuo avviso? ...e la favorita della Conference alla quale appartieni?

Bè ovviamente I campioni in carica e finalisti della passata edizione sono favorite a dire la loro di default. Nella nostra conference vedo favorite Bills e Blue Storms.

Come giudichi l'organico a tua disposizione? Ti va di citare qualcuno dei tuoi ragazzi, del quale sentiremo senz'altro parlare, a tuo avviso?

E’ un bel gruppo, con tanti nuovi innesti che sono venuti ad aiutare i “vecchietti” inossidabili che vestono la maglia Centurions.
La citazione di alcuni non deve assolutamente sminuire la forza di un gruppo che sta maturando assieme, ma mi sento di indicare il capitano della difesa Marco Pavan che con la sua quindicina di anni di esperienza è per me un riferimento sul campo e come un buon comandante di truppe sul campo, ma poi c’è Alessandro Brezzi che gioca da ormai 3 stagioni a doppio ruolo fisso in linea DE/G senza battere ciglio e a fine partita potrebbe giocarne un’altra, o il Fullback Marco Carosiello che può giocare tranquillamente anche Linebacker dandomi grandi soddisfazioni . Ho citato i primi 3 che mi sono venuti in mente ma dovrei farlo con 29 persone per essere giusto.




Qual è la situazione del football americano in Italia? Quali iniziative possono risultare utili per promuovere la diffusione del Football nella tua città?...e in generale in tutta Italia? Come giudichi la "spinta" alla pratica di questo sport nella tua regione?

Il movimento del football italiano cerca senza dubbio di farsi spazio e la recente annessione al CONI non può che aiutare questo processo. Ritengo che l’avvento della FIDAF sia stata una svolta positiva sebbene agli inizi osteggiata da diffidenze e concorrenze. La promozione di questo sport, a mio modo di vedere , ha una sola strada mestra che lo può “spingere” tanto nella mia città, quanto in tutta Italia. E quella via si chiama televisione. In Italia mostra in televisione un prodotto piacevole e realizzato bene, e potrai far decollare perfino la lotta tra le cozze !!! Negli anni 80, mi si perdoni l’aria da reduce 15-18, questo sport semisconosciuto sbarcò nel paese sugli schermi di Canale 5 andando in prima serata per tutto il campionato NFL. Signori, ecco che fiorirono squadre anche nell’orto dietro casa, e al superbowl di Padova lo stadio Appiani era pieno, si parla di 18000/20000 spettatori. C’erano squadre in “lista d’attesa” per partecipare ad un campionato e le riviste di ottima qualità anche su football prettamente italiano erano almeno 5. Come la mediaticità si affievolì, iniziò un lento ma inesorabile declino, dal quale oggi, con un prodotto televisivo adeguato per il quale ho anche collaborato in parte, e gli sforzi della FIDAF, si cerca di risalire con passi che giudico buoni. Ci vorrà comunque tempo.

Da quanto tempo alleni questa squadra?

Nel 2007 collaboravo come assistente e dal 2008 mi è stato chiesto ed ho accettato non senza ansie iniziali, il posto di head coach.

In quale squadra hai militato come giocatore?

Dal 1983 al 1996 ho giocato ad Alessandria con I Saint George’s Knights divenuti poi “Knights” nel 1989. Dopo il 1996 4 anni di assoluto nulla prima che rifondassero I Centurions con i quali , ricominciando quasi per scherzo, ho giocato comunque 2002/2003/2004. Poi, per quella che doveva essere “l’ultima stagione”, nel 2005 inizia l’esperienza a Bolzano con i Giants assieme ad altri 2 alessandrini. Sono diventate poi in realtà 5 “ultime stagioni”, culminate nel 2009 con la conquista del Superbowl a Cervia. 20 stagioni con 220 partite disputate, un all star game nel 1993, e un titolo italiano conquistato nell’ultima partita in carriera a 44 anni di età! Direi buoni presupposti per ritirarsi al volo soddisfatti, e fare il coach!

Cosa rappresenta il football nella tua vita?….che spazio gli dai?

Nell’ambiente del football nostrano sono conosciuto più come “Attila 68” che per Fabio Armano. In uno dei magazine web che frequento, End Zone, ho scritto alla vigilia della stagione 2007 un editoriale che era dedicato a tutti i giocatori italiani che si apprestavano ad una nuova stagione di football. Si chiama “Messaggio ai clan combattenti”, ed è ancora oggi visibile e messo in evidenza dai web masters del sito. Ancora oggi ricevo segni di stima per quell messaggio, fino a certi dirigenti che mi hanno scritto di come ne abbiano appeso una copia nei loro spogliatoi. Se volete capire come vedo io il football potete perdere 10 minuti e leggerlo, ma detto in 2 parole, il football è un caleidoscopio di emozioni nel quale tuffarti per 2 ore sapendo di avere intorno a te un esercito con un cuore ed una volontà sola.

Un aggettivo per definirti?

Tenace.

Quale lato del tuo carattere pensi sia più apprezzato dai ragazzi della tua squadra?....e perchè?

Credo il fatto che io mi ponga con loro come uno che se potesse scenderebbe volentieri assieme a loro in campo, e non può solo per una questione di età, senza contare che credo che loro siano stati abituati a vedermi come un loro giocatore per qualche stagione. E poi sicuramente, il fatto che se il tempo lo permette, lascio sicuramente spazio a risate e divertimento, le fondamenta del piacere di stare assieme dei giocatori di football.

Possiedi un motto che ripeti spesso?

Da ex Center, ne ho uno che ripeto spesso a chiunque voglia sapere com’è giocare da Center, ma anche più in generale, giocare in linea d’attacco: “Sei fondamentale, senza di te i runner non andrebbero da nessuna parte, ma ricorda !!! Parleranno di te solo in una occasione: Quando sbaglierai !!“....Se non se ne va in 3 allenamenti, allora sai di avere un buon Lineman sul quale lavorare.

Cosa dici ai tuoi giocatori appena prima di entrare in campo?...e al termine del match?

Non ho una frase ricorrente e cerco anche io di farmi trascinare dalla corrente ……… quando la squadra entra in campo è sempre il momento della verità, e finalmente, l’attesa è finita. Ora si combatte. Cerco di farli concentrare su questo. Dopo dipende molto da come hanno giocato, ma di solito si traccia un primo bilancio in attesa di vedere un filmato.

Grazie, coach, per il tempo che ci hai dedicato. Lasciaci con una frase, esprimendo liberamente un tuo pensiero, qualcosa a cui tieni particolarmente...o semplicemente, se credi...dei saluti o dei ringraziamenti.

Vi saluto con una citazione a memoria di quel mio editoriale:
“Verrà un giorno nel quale presto o tardi, dovrete chiudere il vostro borsone per un’ultima volta, e da quel giorno, non sarete ricordati per ciò che avete vinto, ma per come vi sarete posti con compagni ed avversari. Le coppe si coprono di polvere, le medaglie arruginiscono, il ricordo è eterno nella mente dei guerrieri.” Un saluto ed un grazie a voi.

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