venerdì 27 luglio 2012

Skorpions: Chiarimenti a proposito del Campionato U18

In riferimento ad alcuni articoli che ci vedono coinvolti teniamo a precisare quanto segue: Il sodalizio tra gli SKORPIONS ed alcune squadre del varesotto nasce per dare l’opportunità ai ragazzi di poter disputare il campionato U18 in quanto nessuna squadra dispone del numero necessario per poterlo giocare singolarmente. Riconoscendo e già da ora grati per l’impegno dei vari allenatori crediamo sia fuori luogo parlare dei progetti futuri. Il primo ideale dei ragazzi Skorpions è quello di indossare e giocare con la loro maglia visti anche gli ottimi risultati ottenuti in queste ultime stagioni. Per quanto riguarda il campionato U15 segnaliamo che non ci sarà nessun sodalizio in quanto gli Skorpions parteciperanno con i propri colori e agli ordini del Capo Allenatore Giorgio Nardi.

Il Responsabile della comunicazione Skorpions
Tiziano Lazzarotto



giovedì 26 luglio 2012

Cowboys Selvazzano: La novità viene dal selvaggio...est!

Selvazzano Dentro (PD), 25 Luglio 2012 - Tra le realtà che stanno nascendo dal sempre più vivo muoversi e ribollire dell'underground del football italico, una di quelle che sta veramente bruciando le tappe, organizzando le cose per bene ed in modo da farsi trovare pronta all'appuntamento con l'inizio della prossima stagione agonistica, è senza dubbio quella rappresentata dai Cowboys Selvazzano. Il team veneto, proveniente dalla provincia di Padova, ha già mosso i primi passi organizzativi parecchi mesi or sono e attraverso l'attenta, strategica e competente guida della propria dirigenza, composta da diversi personaggi che possiedono un ottimo bagaglio d'esperienza, ha curato nei minimi particolari ogni aspetto che accompagna la nascita e lo sviluppo di un nuovo team e pare proprio voler fare le cose come si deve. A tutto ciò si aggiunge anche la fortuna di poter contare già su un roster di numerosi atleti seri, motivati e del tutto intenzionati a dare in campo il meglio per la propria squadra. Andiamo a sentire che aria tira in questo "Wild East", incontrando Enrico Bano, headcoach e cuore pulsante di questo nuovo team:

Ciao Enrico e benvenuto. Parlaci un po' di questo progetto Cowboys. Quale sarà innanzitutto l'esatta denominazione della squadra? Selvazzano o Colli Euganei?

La nostra squadra si chiama Cowboys Selvazzano, anche se leggendo un po' di forum, c'è chi ci chiama i “Vaccheri Padova”, chi i “Cowboys Colli Euganei”.... ma noi siamo i Cowboys Selvazzano! La scelta, anche se sembra poco…“commercialmente vendibile”, a mio avviso ha invece dato i suoi frutti... in un'economia generale poco stabile e con molte incertezze economiche generali i comuni limitrofi, che poi tanto limitrofi in questo caso non sono, hanno delle potenzialità enormi nel sostenere progetti nuovi come il nostro: abbiamo trovato una giunta Comunale entusiasta del nostro progetto e che ci ha dato fino ad ora il massimo appoggio. Il nome Cowboys è stato suggerito dall'attuale presidente, Gianluca Jerry Bano, che svolge un'attività equestre orientata all'insegnamento della monta a cavallo di tipo Western: ha pensato fosse un giusto connubio unire lo sport con lo spirito sano di avere a che fare tutti i giorni con degli animali da accudire...e così sono nati i Cowboys, prima come mentality, poi come Team.

Quando è nata l'idea di imbarcarsi in questa avventura e metter su la squadra?…

L'idea di formare una squadra è nata a settembre 2011, da un paio di giocatori che alleno da parecchi anni, poi Jerry ed io abbiamo cominciato a vagliare la possibilità di realizzare questo importante progetto. Per prima cosa abbiamo organizzato una cena di presentazione del progetto Cowboys e grazie ad alcuni atleti abbiamo avuto la possibilità di conoscere molta gente; poi chiaramente abbiamo dovuto fare i conti con chi era veramente interessato a giocare e chi no, ma devo dire che fin dai primi raduni la cosa è apparsa molto chiara. A metà febbraio abbiamo cominciato gli allenamenti con circa il 90% delle persone che erano presenti alla prima presentazione del Team, circa 35 persone. Gli allenamenti si tengono in un campo da calcio gestito interamente dalla Società Cowboys (con il patrocinio del comune di Selvazzano) con spogliatoi adeguati, sala conference, e sopratutto a nostra disposizione 7 giorni su 7. Abbiamo inoltre la possibilità di fare clinic individuali per ruoli in giorni ed orari diversi.

Una agevolazione assolutamente non da poco, Enrico…soprattutto di questi tempi. Potete ritenervi alquanto fortunati da questo punto di vista. Torniamo alla squadra…quanti atleti conta il vostro roster?

Grazie ad un impegno costante e coerente con i nostri progetti adesso contiamo circa 52 atleti. Nostra intenzione è avere gli special team con uomini dedicati, ed avere un cambio sempre valido per i ruoli in campo, in modo e maniera da avere sempre dei player freschi per l'azione in corso. L'età media degli atleti è molto bassa; puntiamo sui giovani, inserendo però dei giocatori più "ferrati" all'interno del team al fine di apportare esperienza di gioco.

C'è qualche giocatore, tra le vostre fila, con esperienze passate di rilievo?…qualche veterano che abbia avuto trascorsi in altre squadre e che possa guidare i più giovani?

A tal proposito i giocatori di esperienza ci sono, anche se ad ogni campionato a mio avviso l'esperienza va rivalutata. Nel team possiamo contare su Iaquinta, un forte DE con esperienza in serie A, Trevisan un SS veloce e con una buona lettura, Squillante imponente OL, Vettore LB, Rampazzo OL, il nostro centro Giò. Zonta Mosè DT, Andreone OL, Marco Fecchio TE, Grossardi ed altri che in comune hanno veramente preso in carico questi ragazzi, mostrando loro i valori di questa disciplina.


Chi farà parte del coaching staff? Chi si occuperà dei vari reparti? Da quale tipo di esperienze di allenamento provengono i vostri coach?

Il Coaching Staff nei Cowboys è costituito da due Coordinator, Gianluca Bano per la defense, e Roland Hendrix per Offense, Paolo Galetto per gli Special Team. Inoltre dalla prossima stagione contiamo di avere altri tre assistant già confermati per i ruoli di OL-LB-DL. Poi ci sono io come Head Coach...che si traduce in jolly. Gianluca Bano ha giocato con me sin dagli anni 80..ma a differenza mia ha ricominciato a giocare nel 2006, maturando così una visione a 360 gradi riguardo al gioco difensivo; ha un carattere forte ed imprime alla defense una grande intensità, unita agli ultimi sviluppi di gioco difensivo; ha allenato insieme a me Vicenza per una season. Roland Hendrix, alias Holly, è stato uno dei migliori WR negli anni 80; è stato Coordinator a Vicenza e poi a Castelfranco nei Cavalliers; proviene da una scuola football di college…è determinato, preparato ed ha sviluppato caratteristiche uniche nell'insegnare il ruolo di QB e WR. Enrico Bano...ex giocatore Saints negli anni 80, RB, ho un trascorso di Offense Coordinator con i Saints, Head Coach con i Felix a Bologna, Head Coach con gli Hurricanes a Vicenza, adesso Cowboys. Paolo Galetto è stato un egregio DE nei Saints sotto la mia guida, si è specializzato grazie a coach Douglas negli Special Team…Altri tre elementi verranno inseriti agli inizi di settembre, i quali seguiranno rispettivamente le linee ed i linebacker...

Direi che come coaching staff, per questa categoria…siete messi davvero bene. Come sai, non molti possono permettersi una schiera di allenatori così numerosa e competente…che dire, speriamo per voi che la cosa possa fare davvero la differenza. Come si svolgono i vostri allenamenti? In quale misura, in che percentuale, curate l'aspetto atletico, quello tecnico, quello teorico, etc?

I nostri allenamenti seguono un programma stabilito e rigido nella sua esecuzione; attualmente siamo in off season, quindi per reparto seguiamo il lavoro aerobico, a settembre entreremo in pre season, quindi cureremo la parte atletica dei giocatori per ruolo, cercando di seguire al meglio le caratteristiche tecniche che ogni ruolo richiede, cercando di sviluppare le singole potenzialità...da noi nessuno non può diventare un giocatore di football! In tale periodo sono previste anche delle sedute in aula al fine di spiegare ed evidenziare regole, falli e sopratutto lo spirito di questa disciplina sportiva. Poi arriveremo al periodo In Season...installazione di schemi…etc.. ma qui mi riservo....posso?

Ma certo che puoi, coach… assolutamente legittimo, direi. Senti un po' invece…avete già disputato degli incontri con altri team? Con quali risultati? Avete già in programma altri test-match pre-season?

Per prepararci alla nostra prima stagione abbiamo disputato due amichevoli: la prima a maggio con i Sentinels Isonzo, squadra ostica, fisica e ben organizzata; la seconda con i Thunders Trento, picchiatori, con alcuni elementi di grande esperienza e livello superiore, non molto fisica, ma veloce e molto aggressiva. Entrambe le squadre ci hanno consentito di misurarci e di capire il reale livello fino ad allora raggiunto. Vorrei far disputare ai ragazzi un altro Test Match (è già in programma in realtà)…la squadra è una forte...a volte si impara a vincere perdendo...


Direi che il concetto è abbastanza chiaro…rimane però la curiosità di conoscere il nome dell'avversario….va beh, staremo a vedere…a proposito, a che punto credi sia arrivato il vostro impianto di gioco? Quali indicazioni avete tratto da questi mesi di preparazione?…Siete pronti per affrontare un campionato nazionale interessante e con tante realtà pronte a darsi battaglia sul campo?

A questo punto della preparazione, e considerando il buon livello di gioco raggiunto dagli atleti, ritengo che sia possibile inserire una Spread Offense, che non vuole essere degli schemi specifici, ma una filosofia di gioco. Abbiamo una buona batteria di RB e dei Wr alti, veloci ed aggressivi; le linee ci sono e giocano con un'intensità a mio avviso fuori dalla norma; il reparto difensivo è cresciuto e prova piacere quando placca l'avversario...

Quest'anno, come saprai, molte new-entries hanno fatto talmente bene da arrivare a scalare il ranking ed occupare delle posizioni di assoluto rispetto. Condor, Steelers e Skorpions giusto per citarne qualcuna. Quali sono, alla luce di questa premessa, le vostre aspirazioni per il 2013? Dove possono arrivare i Cowboys?

Siamo pronti a confrontarci da Squadra Rookie del campionato, ma con un cuore da veterani.
Considerando questo, aspiriamo a fare molta esperienza, giocando però un buon Football e con un'intensità tale da poterci giocare fino all'ultimo ogni singola partita.

Piccola curiosità. Che divisa indosserete?

La nostra divisa è molto simile ai Dallas Cowboys, con la differenza che le maglie sono molto più Blue...il logo rappresenta la stella dei Dallas insieme alle corna di un toro...prendiamo le cose per le corna....

Interessante filosofia…giusto per capire subito con chi si ha a che fare, direi… ottimo. OK, allora…vi chiameremo anche i "Blu-argento", se non vi dispiace, visto che a quanto pare saranno questi i vostri colori casalinghi…a proposito…Quale sarà il vostro campo di gioco? E' una struttura pronta ad ospitare i vostri fans? Che seguito si sta riuscendo a creare attorno al vostro team?

La struttura che ospita le nostre partite è nel Comune di Selvazzano: il campo è erboso e ha disponibile una struttura in muratura di tribune che possono ospitare fino a 900 persone...negli incontri amichevoli precedenti abbiamo fatto il tutto esaurito! La società ha istituito un buon marketing con t-shirt, capellini, felpe; siamo presenti nelle maggiori manifestazioni del comune e da settembre vorremmo che i Cowboys fossero partecipi anche nel sociale: stiamo programmando di fare una partita nella vicina casa circondariale di Padova, al fine di motivare e stimolare quei ragazzi, che si trovano in difficoltà, ad abbracciare la nostra disciplina come motivo di integrazione; inoltre abbiamo un programma di integrazione e scambio con un istituto di ragazzi diversamente abili, al fine di imparare da loro che forse i diversi siamo noi...

Che dire…siamo di fronte ad una realtà ben strutturata, con una importante organizzazione, creata partendo proprio col piede giusto e in più, valore aggiunto, impegnata anche nel sociale. Meglio di così?...Complimenti, coach. Adesso spazio ad un tuo libero pensiero, giusto per chiudere la nostra chiacchierata...

Io come Coach, come uomo di Football, dico sempre ai miei uomini che: “Il miglior modo di imparare ad essere un buon giocatore di Football è...giocare spesso a Football!

Non possiamo che essere d'accordo con te, Enrico. Speriamo di vedere i tuoi Cowboys recitare una parte da protagonisti nel prossimo Campionato. Grazie di tutto allora…e alla prossima.

US Cif9.com

martedì 24 luglio 2012

Intervista a Paolo Bassi - Headcoach dei Bills Cavallermaggiore, 2012 CIF9 North Conference Champions

Cavallermaggiore (CN) - 24 Luglio 2012. Ad un mese di distanza dalla Finale che ha decretato la vittoria dei bianco amaranto palermitani sui piemontesi Bills, dopo aver fatto visita a Manfredi Leone, tecnico dei Cardinals, ci concediamo quattro chiacchiere, a bocce ferme, anche con Paolo Bassi, coach dei ragazzi di Cavallermaggiore che hanno fatto benissimo in questo Campionato, riscuotendo ottimi consensi da parte di tantissimi "addetti ai lavori", ma anche appassionati e tifosi. Tra un'attenta analisi di quanto accaduto, ma anche tra opinioni, punti di vista, stati d'animo e retroscena, il tecnico dei bufali blu-arancio, ex Bergamo Lions, ci rende partecipi delle sue idee e anche di altre interessanti proposte riguardanti la collettività, il nostro Campionato, la Federazione. Godetevi le sue impressioni:

Ciao Paolo…e bentornato…per noi è un grande piacere riaverti qui dopo tutto questo tempo. Torniamo per qualche istante al match di tre settimane fa. Un inizio in sordina, che via ha scosso in modo non indifferente, poi il grande come-back nel terzo quarto fino al pareggio e dopo ancora si è nuovamente spenta la luce…cosa è accaduto?

E' stata una partita molto dura sia fisicamente che psicologicamente. Il caldo torrido del pomeriggio, al quale noi non siamo abituati giocando sempre alla sera (differentemente dai Cardinals) è stato un altro avversario duro da affrontare. Il nostro è un roster corto. Ho alcuni giocatori chiave in doppio ruolo e che non ho potuto sfruttare al meglio dovendo limitare la loro azione per non portarli troppo in fretta all'esaurimento. Facendone giocare altri in posizioni che non conoscevano al meglio. Credo anche che l'emozione abbia fatto si che ci mettessimo un attimo prima di iniziare a giocare. Palermo dal canto suo è stata brava a metterci in difficoltà. Non hanno mai mollato. Ci hanno sempre creduto. Hanno preparato la partita nei minimi particolari facendosi aiutare anche da un allenatore americano, presente a tutte le nostre partite casalinghe, così che ha potuto studiarci molto bene. Mesi di preparazione meticolosa li ha portati giustamente al successo. E' stato un piacere giocare con un team sopra le righe e preparato come il loro.

Credi che l'episodio che ha fatto pendere l'ago della bilancia dalla parte dei vostri avversari sia stato aver subìto l'uno-due iniziale? Oppure aver ceduto il passo ai Cardinals subito dopo il 19 pari?

Loro sono stati in grado di replicare immediatamente dopo il nostro pareggio, dando grande segno di carattere. Poi un malinteso tra me e il quarterback, che ha portato a un bell'intercetto, ha chiuso definitivamente la partita.



Quale è stata, in sostanza, l'arma vincente per i siciliani in questo match? Cosa ha permesso loro di battere una corazzata come quella che i Bills avevano dimostrato (a ragione e coi fatti) di essere?

Analizzando a fondo i filmati e le statistiche appare tutto più chiaro. Cinque palloni persi creano già sufficienti problemi a qualsiasi squadra granitica e anche corazzata. Inoltre i nostri special team, fino ad allora fiore all'occhiello, non sono stati all'altezza della situazione….e qualche chiamata discutibile da parte mia…tutto ciò ci ha portato al risultato che purtroppo ben conosciamo. Ma le squadre sono state in equilibrio, le statistiche parlano chiaro. Nelle yards totali siamo stati leggermente superiori (278-323), Sono stati tentati lo stesso numero di lanci (11su22 e 1 intercetti Palermo, 15 su 22 e 3 intercetti Cavallermaggiore) ma qualche corsa in più per noi (27-35). Segno che il nostro attacco è stato tanto vario quanto quello di Palermo. Anche il tempo di possesso ci dà favorevoli (14-25), segno però che le posizioni sul campo lasciate dagli special team e quelle cinque palle perse hanno fatto la differenza.




MVP della partita, a parte chiaramente il bravo e meritevole Nicolò D'Amico? Qualche prestazione da segnalare?

Peter Ferlemann, il nostro quarteback, ha fatto un'ottima partita. Ha chiamato gli audible al momento giusto, in maniera corretta nonostante la loro brava difesa continuasse ad aggiustarsi. Un giocatore ultra trentenne che dopo aver giocato per anni in difesa, l'anno scorso è stato piazzato da me in cabina di regia offensiva. Ed ho avuto ragione. In difesa qualche giovane giocatore ha confermato di essere all'altezza della situazione. Capello e Rabbione freschi di maturità, nonchè rookies, hanno superato le aspettative giocando nella secondaria durante la finale. Come Saglia in attacco o il diciottenne Moumine autentica stella degli special team.

Come tutte le squadre dall'attitudine vincente, spesso siete calamita di numerose antipatie, ma anche di tanti estimatori. A prescindere dall'epilogo dello scorso mese…come giudichi complessivamente la vostra stagione ed il comportamento in campo dei tuoi ragazzi?

Chi vince è sempre antipatico ed è una vecchia storia che ho imparato molto bene in un'armata chiamata Lions. Esperienza dalla quale però ho cercato di trasferire mentalità, sacrificio e conoscenza in due stagioni a Cavallermaggiore. Sono soddisfatto del lavoro che sono riuscito a sviluppare in questo breve periodo. Il gruppo mi ha seguito attraverso le mie proposte metodologiche. Appena arrivato era improponibile un terzo allenamento e qualche seduta in più in sala pesi. Siamo passati attraverso allenamenti del sabato pomeriggio da brevi a lunghi….A ritrovarsi qualche volta in più in sala pesi e a lavorarci con metodi differenti. Alla televisione con telecamera in campo durante gli allenamenti che duravano un po' di più. Abbiamo concluso a quattro allenamenti a settimana con seduta video di football e due allenamenti in palestra. Mi hanno assecondato e seguito nelle mie farneticazioni di allenamenti strongmen-footballistici...urla comprese! Che cosa avrei potuto chiedere ancora?

In effetti, nulla. E' un grande gruppo il vostro….e lo avete ampiamente dimostrato. Comunque….La finale è stata un match combattuto, fra due squadre che fino a pochi giorni prima di quell'importante appuntamento si erano equivalse per i risultati ottenuti. Cardinals lucidi, convinti, con la giusta mentalità. Cosa è sfuggito, psicologicamente, ai tuoi ragazzi? Hanno vinto i più forti in campo a livello fisico? Oppure il team che ha sbagliato meno e che si è dimostrato più "squadra"?

Le squadre si sono equivalse a livello fisico. Non credo ci fosse una più squadra dell'altra, diversamente non saremmo riusciti a riportarci in parità. Hanno decisamente commesso meno errori e indotto noi a farne. Ci hanno creduto fino in fondo e ci conoscevano perfettamente. Sapevano che ci avrebbero affrontati e si sono preparati per mesi e mesi. Neanche noi eravamo così convinti di arrivare in finale. Segno di grande preparazione da parte dello staff tutto e della professionalità con la quale hanno affrontato il campionato, oltre che essere numerosi e preparati. Un team che sono sicuro farà bene anche in Lenaf e che ovviamente mi piacerebbe incontrare di nuovo. Un team “tondo” come si direbbe di una bella corsa nell'atletica leggera.


Hai pensato, soprattutto sul 19 pari, che i tuoi potessero farcela? Avete accarezzato concretamente il sogno per pochi istanti?

Il risultato finale ci ha sicuramente penalizzato...è stata una partita più equilibrata di quanto possa raccontare il solo punteggio finale. Ripeto è stata una partita entusiasmante per tutti ma anche dura fisicamente e mentalmente. Credo che il pubblico sia stato soddisfatto dello spettacolo offerto e del biglietto pagato. Era una partita alla nostra portata. Ci ho creduto e ancora ci credo non solo nel lavoro che sono riuscito a svolgere ma anche nel potenziale di questi ragazzi.

Da quali presupposti ricominciate il prossimo anno? Su quali terreni di gioco sarà possibile sfidare i valorosi bufali blu-arancio? Se lo chiedono tutti...Resterete in Cif9? Oppure andrete in Lenaf?

In questo momento tutte le attività sono sospese. Dobbiamo tutti riposarci. Poi bisognerà riunirsi a settembre e valutare attentamente le varie questioni. Questo è un team piccolo, di un paese ancora più piccolo. Al suo terzo campionato, non dimentichiamolo. Nessuno si aspettava una crescita esponenziale del genere. Entrambi i campionati sono impegnativi. Lenaf ci costringerebbe a un roster più ampio e in questo momento ci manca il personale. Alcuni giocatori sono in doppio ruolo. E' un po' troppo semplicistico affermare che bastano un paio di persone per giocare a undici. Ne servono due in attacco e due in difesa, più almeno qualche riserva. Per quello che riguarda il nostro team anche un altro allenatore, visto che sono solo, oltre a una dirigenza più articolata. Questo vorrebbe dire reclutare personale da altre parti. Oltre a suscitare antipatie perchè stai “rubando” qualcosa a qualcuno, bisogna anche dare un rimborso a chi si sposta. Quindi diventa un operazione complessa. Altre squadre sono in questa situazione. Pertanto non credo affatto che il Cif9 sia un campionato minore o come viene definito entry-level. E' un Campionato con una sua bella personalità. Forse sarebbe bene pensare di dividere in due categorie il campionato, se molti hanno questo problema. Si migliora se si gioca con i più forti, non livellando verso il basso. Ma bisogna dare la giusta importanza e il giusto peso, che merita, a questa lega. Deve godere di vita propria. Proprio come L'arena football in America o il calcio a 5 o il beach soccer o volley o ancora il rugby 7. Ci dovrebbe essere più collaborazione tra i team e godere di iniziative proprie come allstar-games e camp organizzati riservati Cif9.


Tutte ottime proposte, Paolo. Chissà se prima o poi troveranno riscontro nella realtà…noi ce lo auguriamo…Adesso però lasciaci con un tuo libero pensiero, giusto per chiudere questa piacevole chiacchierata.

Sono concorde con altri miei colleghi sul fatto che servono arbitri decisamente più preparati, non sul punto di vista della conoscenza del regolamento, ma nel senso più largo della definizione. L'escalation di episodi di intolleranza e di una certa entità nei loro confronti dovrebbe fare riflettere. Non basta un corso di un giorno e mezzo per poi giudicare in campo squadre e allenatori che si giocano magari tutta una stagione. Allenatori che lavorano giorni e giorni oltre che sul campo anche vedendo e rivedendo filmati di partite e allenamenti, a casa, magari di notte per non rubare ulteriore tempo alla propria famiglia. Rivedendo il video della finale si sono visti tutti i limiti di questa situazione. Trecento yds di penalità chiamate, e come sono state chiamate, sono un'assurdità per una partita giocata a quel livello anche se a 9. Il Cif9 è tanto importante quanto i campionati di Lenaf e Ifl. E non dimentichiamoci le 38 squadre iscritte. Finchè non ci si metterà tutti insieme ad un tavolo a parlare e discutere, visto che lavoriamo tutti allo stesso scopo, non si possono risolvere queste questioni. Bisogna pensare fuori dagli schemi, come hanno fatto altre federazioni che hanno utilizzato anche gli allenatori in qualità di arbitri. Questo scambio di informazioni e di collaborazione gioverebbe a tutti quanti se si vuole un football migliore. Diversamente da Manfredi, che saluto, essendo l'unico allenatore e preparatore atletico non posso ringraziare la schiera di allenatori che fortunatamente ha lui. Ma voglio ringraziare Max Annoni per il supporto datomi nel giorno della finale. Davide Donnini per i preziosi consigli dati in settimana. La mia famiglia che nelle settimane di play-off ha sopportato la mia assoluta assenza e scontrosità. Tutti quegli allenatori delle squadre avversarie che mi hanno dato preziosi riconoscimenti di stima e ovviamente i miei ragazzi per la bella stagione.



E noi ci accodiamo a questi meritati riconoscimenti, Paolo. Grazie per essere tornato sulle nostre pagine. I Bills hanno una grande attitudine ed un carattere vincente…quindi in bocca al lupo per ogni futura iniziativa e complimenti ancora per la stagione 2012 che via ha regalato grandi soddisfazioni. Alla prossima.

US Cif9.com

Centurions: Al Bronze Bowl di Busto Arsizio

Tra sabato 21 e domenica 22 luglio i Centurions hanno partecipato, nel week 6 del Campionato Italiano di Flag Football, al Bronze Bowl di Busto Arsizio. Ben sei sono state le squadre impegnate in questa competizione: oltre agli alessandrini hanno partecipato i Goblins Lanciano, primi al termine del torneo, i Flames Busto Arsizio, i Mustangs Trieste, i Vikingar Aosta e le Iene Trieste. I Centurions hanno vinto una sola delle cinque partite disputate tra il sabato e la domenica. Non inganni tuttavia quello che potrebbe apparire un risultato negativo. I centurioni alessandrini, che lo ricordiamo sono alla prima esperienza ufficiale nel campionato di Flag Football, hanno infatti dato filo da torcere alle Iene e battuto agevolmente gli organizzatori dell'evento, i Flames Busto Arsizio. "Dobbiamo ringraziare i ragazzi che hanno dato sempre il massimo allenandosi seriamente e giocando con il cuore tutte le gare sino ad ora disputate. - ha spiegato uno dei coach, Alessandro Smaniotto - Ripeto, i ragazzi sono stati straordinari lanciando il cuore oltre l'ostacolo giocando anche acciaccati e sotto il sole impetoso di questo periodo. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questa avventura con loro".

QUESTI I RISULTATI:

Centurions - Iene 20-21
Centurions - Mustangs 22-52
Goblins - Centurions 39-12
Vikingar - Centurions 41-20
Centurions - Flames 57-19

Federico Capra | US Centurions

mercoledì 18 luglio 2012

Intervista a Manfredi Leone - Headcoach dei Cardinals Palermo, 2012 CIF9 Champions

Palermo, 18 Luglio 2012 - L'epilogo del Torneo di quest'anno ci ha consegnato una partita spettacolare, la Finale che tutti, bene o male, si aspettavano e nessuna attesa è stata tradita. I Bills di Cavallermaggiore (CN) e i Cardinals Palermo hanno dato vita ad un match emozionante, ricco di splendide giocate e che non ha fatto altro che confermare quanto di buono si era detto e scritto per tutta la stagione a proposito di queste due squadre, forti e meritevoli entrambe di essere arrivate a questo appuntamento in rappresentanza delle proprie Conference, sud e nord. Hanno avuto la meglio i siciliani, grazie ad un gioco d'attacco spumeggiante, variegato ed efficace, ma anche grazie ad una difesa attenta, lucida e vigorosa che è salita in cattedra probabilmente nel momento più importante, in cui i blu-arancio di coach Bassi cercavano prepotentemente di rientrare in partita (avevano acciuffato il momentaneo pareggio 19-19), riconsegnando la palla alla propria offense e trasmettendo nuovamente a tutti i reparti fiducia nei propri mezzi e consapevolezza di poter andare fino in fondo, fino a raggiungere l'obiettivo della vittoria tanto agognata. Forse è stato proprio questo a dare la spinta determinante ai ragazzi di Palermo, aver visto il traguardo, essersi (puntualmente…) assopiti nel corso del terzo quarto…ed aver riguadagnato spessore emotivo, vigore atletico e straordinaria forza d'intenti e perseveranza nell'ultima parte del match. La svolta è stata lì, negli occhi e nei cuori di questi ragazzi, che non erano di certo dei fenomeni al cospetto della stazza e delle capacità tecniche dei piemontesi, ma che hanno appreso dal loro coaching staff una delle lezioni fondamentali di questo sport: essere squadra. Fare gruppo. Agire come una singola unità. Segreti o non segreti, schemi e tatticismi, mole o preparazione fisica…alla fine i bianco-amaranto hanno messo grinta ed anima, ed il loro cuore li ha trascinati li dove ciascuno di loro sognava di ritrovarsi da una stagione intera. Successo meritato quindi per la compagine siciliana. E meritata vetrina per l'uomo simbolo di questa squadra, uno dei maggiori artefici delle fortune di questo team, Manfredi Leone, head coach dei Cardinals Palermo:


Ciao Manfredi…e bentornato…stavolta da campione di categoria. I complimenti in queste settimane successive alla finale si sprecano. Un grande gruppo il vostro, una grande partita quella disputata contro i ragazzi di coach Paolo Bassi. Subito due parole sul match. Un inizio alla grande, poi il solito calo nel terzo qtr e poi il grande orgoglio per lo strattone finale. Che partita è stata?

I ragazzi sono andati in campo molto determinati e concentrati. Studio tattico, mentalità aggressiva. Sono bastati due drive per segnare con D’Amico dopo una bella ricezione di Abbadessa e un’altra di Barcellona. Il coach dei Bills ha chiamato un Time-out dopo i primi 60 secondi. In meno di due minuti 7-0. Molto bravi a recuperare palla subito con La Rosa e nuovo drive vincente per il nostro attacco che ha bissato subito il primo TD, riportando D’Amico in meta. 13-0 in tre minuti. I Bills ovviamente sono una bella squadra e non ci stanno per cui segnano il 13-7. Poi ancora i nostri che allungano sul 19-7 con Abbadessa che riceve una bomba da 50 yards. Sugli scudi la difesa che ha ridato la palla all’attacco, ma forse troppa foga di segnare ci ha privato della possibilità di marcare ancora e ipotecare il risultato, infatti il nostro “golden boy” D’Amico ha forzato un intercetto mentre eravamo a ridosso del TD. Segnare avrebbe signficato ipotecare seriamente la finale. Invece la gara è rimasta in equilibrio… meglio per il pubblico numeroso sugli spalti. Nel secondo tempo l’attacco si è un po’ disunito a causa del caldo afoso e probabilmente per i postumi del viaggio. I Bills sono una squadra rocciosa e si è visto. Appena tornati hanno capitalizzato il possesso di palla con un drive vincente, noi abbiamo avuto un passaggio a vuoto e siamo sul 19-13. Fondamentale avere impedito la trasformazione con un ottimo placcaggio sulla linea di scrimmage. Bills mai domi e 19-19 con trasformazione fallita. A questo punto abbiamo parlato chiaro con i ragazzi, tirando fuori le loro risorse nascoste ed è maturato il sorpasso definitivo con D’Amico e Abbadessa ancora in TD e una difesa superlativa che ha “murato” i Bills in modo impeccabile.


Qualche episodio determinante per l'esito finale? Forse aver messo a segno l'uno-due iniziale? Oppure aver segnato subito dopo il 19 pari?

Probabilmente entrambe le situazioni che hai citato. In tre minuti dal kickoff avevamo già due TD di vantaggio. Credo che una partenza cosi’ bruciante sia psicologicamente un bel colpo. L’abbiamo provato quando nel 2011 in Finale di conference (poi persa 54-48 in overtime) siamo andati sotto noi con Cagliari di due, per poi passare avanti . Il bello del football è che se ci credi e fai il tuo gioco con calma puoi recuperare. I miei coach ancora oggi si rifiutano di parlare di Cardinals-Crusaders…che serata. Invece penso che Bills-Cardinals sarà argomento di discussione per tante serate…Due TD in tre minuti scarsi, marcati a una squadra come i Bills sono un buon inizio di certo, una bella botta, ma direi che anche impedire i PAT è stato importante. Un difesa leggera ma solida e aggressiva e infine avere tirato fuori l’orgoglio non è scontato. Bravi ragazzi. A Torino abbiamo avuto l’occasione di chiudere la gara alla fine del secondo quarto ma abbiamo forzato un lancio dopo un TD annullato. Troppa foga? Possibile. Bravi i Bills a cogliere l’occasione per un recupero. Molto brava la nostra difesa a bloccare le trasformazioni e tenere duro. La quarta meta e i due intercetti dopo hanno chiuso la gara. Siamo molto contenti della reazione della squadra e della capacità di stare in campo che i ragazzi hanno mostrato. Senza cercare scuse il viaggio è stato organizzato al massimo delle possibilità e curato nei minimi dettagli, ma ventidue ore di pullman sono comunque tante. Credo che una parte della fatica accusata nel terzo quarto si debba a questo. Abbiamo preparato la stagione con una lunga preparazione che ha avuto inizio a fine settembre e i risultati si sono visti. Ringrazio a questo proposito Ignazio Spinelli, RB di punta e vero atleta, che insieme a coach Rino Firicano ha curato la parte atletica e di gym work in maniera eccellente.


Quale è stata, in sostanza, la vostra arma vincente per questo bel successo?

La tenuta fisica, l’efficacia del gioco aereo di un attacco che comunque è bilanciato e ama correre mescolando velocità e potenza, e il gang tackle di una difesa di veri leoni. Un plauso speciale va alla linea d’attacco (ruolo oscuro ma fondamentale) che ha dato al nostro QB tempo infinito per scegliere i suoi bersagli e illuminare il passing game.

MVP della partita, a parte chiaramente il bravissimo e meritavo le Nicolò D'Amico? Qualche prestazione da segnalare? A giudicare dalla prova della Offensive Line, oppure della difesa, con gli intercetti di Lombardo e Anzà…c'è molta carne al fuoco, no?

A prescindere da Nicolo’ D’Amico (che due anni fa giocava safety) tutti hanno meritato. Nicolo’ e’ stato ostinato e cocciuto, ha recuperato da un pesante intervento chirurgico subito a gennaio e sta crescendo in un ruolo non facile, specialmente per un attacco esigente e a volte sofisticato come quello disegnato da Fabrizio Lo Celso, un Offensive Coordinator veramente creativo.I ragazzi sono stati tutti bravi, senior e rookies. Molto uniti e concentrati: anche chi ha giocato meno (in un roster di 45 atleti devi sgomitare) ha saputo dare il massimo. Di Spinelli abbiamo già detto, le sue statistiche sono notevoli. Poi Abbadessa, quest’anno forse non al massimo, ma in grado di prendere qualsiasi palla. Molto sicuro il TE Barcellona, che ha macinato vari primi down. Rizzo e Ben Maltese WRS sicuri ma anche kicker micidiali. In difesa sulla DL tutti aggressivi e bravi, con Tramontana che spicca anche per i suoi 19 anni. Tra i LB (credo i piu’ bassi del CIF9) un notevole Di Salvo e da segnalare Jack Maltese e Perconti. Sui DBS credo che la convocazione in nazionale di Anza’ sia la prova delle sue qualità, ma ho visto in crescita anche Nick Lombardo che in finale ci ha messo un paio di firme importanti. Una segnalazione speciale a Giuseppe Bova, capace di stare in campo come DE, LB e in qualche caso anche DB. Un ragazzo eccezionale per disponibilità e dedizione. Il nostro “defensive jolly”.


Come giudichi la prova dei Bills? A chi faresti personalmente i tuoi complimenti?

Buona squadra, solida, forse gioco da variare ancora. Ottimo Petrone (il FB), sicuramente un buon atleta, potente e veloce, abbiamo faticato a fermarlo. Un complessivo attrezzato e ben allenato dai colleghi Bassi e Annoni che ho rivisto volentieri a Torino. Si vede che c’è qualità forse penalizzata da un roster appena corto. In certe partite i cambi ti risolvono alcune situazioni specialmente sui calci e cambi di possesso.

Un match combattuto, fra due squadre che fino a ieri si erano equivalse per i risultati ottenuti. Cardinals grande lucidità, grande convinzione, grande mentalità. Quanto ha influito la grande preparazione psicologica dei tuoi ragazzi?

Tanto, da stupire in positivo. Molte situazioni di gara le abbiamo allenate parecchio, i ragazzi erano motivatissimi. Nel terzo quarto la difesa ci ha tenuti in gara: ho riunito l’attacco sulla sideline ci siamo guardati negli occhi e ho detto loro “beh? Non ne avete piu’? Chi deve cantare stasera I campioni d’Italia siamo noi?”. La risposta è arrivata subito…

Hanno vinto i più forti in campo a livello fisico? Oppure il team che ha sbagliato meno e si è dimostrato più squadra?

A livello fisico nella media i Bills sono un po’ più pesanti specialmente DL e LBS. Petrone poi è una eccezione assoluta. Il FB che ogni coach vorrebbe per delle sane dive… Probabilmente abbiamo vinto perchè abbiamo fatto bene quello che sappiamo fare e abbiamo preparato bene la difesa.

Hai mai pensato per un attimo che i tuoi stessero mollando? Che potevate NON portare a casa la vittoria?

Beh a metà del terzo li ho visti stanchi, ma mai abbattuti. Perdere ci sta sempre, ma non so perché a Torino mi sono sentito sempre tranquillo. Il mio ruolo mi impone di restare concentrato e lucido, ma sapevo che stavamo giocando alla grande.


Quali emozioni ha portato questa trasferta a dir poco infinita (20 ore di pullman all'andata, più 20 ore al ritorno)? Come hanno reagito i tuoi ragazzi a questo stress psico-fisico?

Quando abbiamo organizzato il viaggio non avevamo molta scelta. La domenica gara con bari fino alle sette di sera (bellissima). Lunedi, martedi e mercoledi allenamento. Giovedi bus e via. Non li ha fermati nulla, son partiti con la radiolina per seguire Italia-Germania di calcio (meglio specificare) come ai bei tempi di 90° minuto. Qualcuno poteva prendere un aereo per motivi di lavoro, studio, famiglia, invece si sono detti TUTTI INSIEME fino alla fine. Eccezionali. E’ stato pesante, ma il ritorno con la coppa ha ripagato tutti gli sforzi. Lo spirito giusto.

Piccola "auto-celebrazione" (ma, consentici, doverosa…) per noi che quest'anno abbiamo deciso di omaggiare i vincitori con un bel premio…siete contenti??? Mi auguro di si…

Il premio è fantastico. Io in particolare verso i palloni ho una attenzione mostruosa. Li tratto e li tengo in modo ineccepibile. Avere tanti palloni in ordine è una risorsa importantissima per la gestione degli allenamenti, per cui il regalo è più che gradito e ci permette anche di destinare delle risorse economiche ad altro. Grazie, grazie, grazie a voi di cif9.com e a One Yard Store, il vostro sponsor tecnico!!!


Ok, coach… come è giusto che sia, chiudi tu questa chiacchierata con un tuo libero pensiero…

Ho il piacevole compito di fare da interfaccia con i media e di coordinare il gruppo. Questa vittoria però è il risultato di un grande lavoro di squadra iniziato nel 2009 con un gruppo di atleti prevalentemente formato da giovanissimi, svezzati anche dagli ottimi risultati ottenuti nei tornei giovanili 2010 e 2011 con i Cardinals in finale nazionale del fivemen tackle. Non posso salutare pero’ gli amici di CIF9 e del football in generale senza ringraziare tutto il gruppo cha ha costruito questo successo con passione e dedizione. Sulla sideline ci sono tanti miei ex compagni di squadra del “paleo football” (anni 80 e 90) che hanno vestito i panni del coach con grande entusiasmo e sacrificio. Avere un coach per posizione è un privilegio che poche squadre si possono permettere, ed è alla base della qualità del lavoro fatto, in un tempo di allenamento che come per tutti si è confinato in tre volte la settimana. Vorrei citarli tutti perché sono loro la spina dorsale dello staff: Fabrizio Lo celso (OC e RB), Rino Firicano (OL e tattica), Marcello Moscato (WR), Faro Palazzolo (STC), Tony Griffo (DL), Tommaso Portinaio (LB), Giovanni Lombardo (DB e DC), Giuseppe Finocchio e Enrico Labisi (Rookies), Davide Lequaglie (flag). Non saremmo arrivati a Torino se dietro lo staff tecnico non avessimo potuto contare su un grande management capace di imprese impossibili e di una gestione più che attenta: Gaetano Lombardo (Team Manager) e Giulio Ventura (Direttore Sportivo e Ufficio Stampa),il nostro Presidente Alberto Di Dio che da piu’ di venti anni guida i Cardinals, Daniela Garofalo (Statistiche) e Giuseppe Legnazzi (logistica ed equipaggiamento) sono stati fondamentali in campo e fuori. Grazie anche ai nostri fotografi che dal 2010 ci seguono con passione: Maria Cangemi, Paola Valenza e Adriana Spina, ai nostri video-men Alessio Algeri (cui dobbiamo grandi clips) e Piero D’Angelo, e last but not least grazie anche al flag team delle Morrigans (Federica De Simone, Federica Alessi, Silvia Abbruscato, Rita Caputo) che nelle gare hanno gestito palloni, rifornimenti nei timeouts con grande puntualità, box e catena). In uno sport così duro è stato fondamentale il ruolo del nostro medico Francesco Russo e del nostro fisio Filippo Cacciola che ci ha consentito recuperi in tempi brevissimi. Da ultimo un grazie anche alle nostre Cheerleaders e in particolare alla FICAD Sicilia che nella persona di Vito Donzelli ci ha supportato aggiungendo colore e musica alle nostre gare con le coloratissime ragazze del gruppo del cheerleading...

Ok, Manfredi…ancora complimenti...ed un ultimo grazie a te ed un grandissimo in bocca al lupo ai tuoi Cardinals per la prossima stagione e per un futuro sempre ricco dei successi e delle soddisfazioni che il tuo splendido gruppo merita.

US Cif9.com

Nel nostro Paese il Football Americano è in costante espansione, e il Blue Team non può non guadagnarci.

Si conclude con l'intervista a Giorgio Longhi, Scout e Quality Coach della Nazionale Italiana, la presentazione del Blue Team in vista della prossima edizione del Four Helmets, in programma a Firenze dal 19 al 22 luglio. Giorgio Longhi, partendo da un'analisi del Football Americano in Europa, fa il punto della situazione del Football in Italia e traccia le linee guida da seguire perché il Blue Team ritorni presto ai vertici continentali.

Cominciamo con una “fotografia” della Nazionale Italiana di football americano

“L’attività internazionale, al di fuori delle qualificazioni per i campionati Europei e Mondiali, rappresenta un momento di crescita fondamentale per la squadra. Siamo una Federazione in forte espansione ed il Blue Team riflette questa peculiarità: un piccolo gruppo base ed un grande turnover di giocatori garantisco competitività in tutti i reparti e questo ci consente di progredire nella qualità del lavoro e delle performance.”

In Europa, le nazionali sono divise in gruppi, un po' come nella Coppa Davis del Tennis

“Per determinare il livello di una Nazionale dobbiamo partire dall’analisi dei partecipanti. Negli ultimi 4 anni è cambiata completamente la tipologia del giocatore europeo, l’età media si è sicuramente abbassata di almeno 4–5 anni passando da 28 a 23 anni, e questo significa che abbiamo giocatori che come negli Stati Uniti iniziano a giocare a 11–12 anni e già a 19 hanno, ed avranno, performance sempre più vicine a quelle dei giocatori americani. Lo dimostra il fatto che è in grande aumento il numero di giocatori europei che ottiene borse di studio e che si inserisce in squadre di college. Riassumendo, anche il risultato delle partite internazionali ci dice che le nazionali del gruppo A sono certamente competitive con i college di seconda divisione. A livello giovanile, le nazioni dove sono attivi programmi per giocatori che iniziano a 10 -11 anni, pur non essendo ancora veramente competitivi, stanno riducendo velocemente il gap con i coetanei degli USA e Canada. Il gruppo B ha almeno 4 squadre già competitive per entrare nel gruppo A. Il gruppo C ha squadre con ottimi giocatori, è composto da formazioni emergenti ma anche da quelle che, per motivi economici o di scelta diversa di sviluppo, non hanno partecipato a precedenti edizioni dei campionati e quindi sono state retrocesse. Queste squadre possono anche essere molto forti, come nel caso dell’Austria, che aveva deciso di non partecipare agli europei, per lavorare sul consolidamento dei settori nazionali e poi in 2 anni è passata dal gruppo C al gruppo A, oppure come la Russia di questa edizione.”


Qual'è il livello del Blue Team e come valuti il percorso di avvicinamento condotto dal coaching staff ai prossimi Europei che si svolgeranno in Italia

“Il livello del Blue Team è cresciuto molto nel corso degli ultimi due anni, questo è merito del lavoro delle società perché è lì che i giocatori crescono per la maggior parte dell’anno. FIDAF crede nelle potenzialità di questa squadra ed ha consentito alla Nazionale di darsi un’organizzazione molto professionale, sotto tutti i punti di vista, sia in termini di staff medico che di personale organizzativo, il tutto coordinato da un team manager, dedicato esclusivamente alla nazionale. Ovviamente anche noi coach facciamo la nostra parte, insieme ai giocatori, ma sicuramente con una struttura di questo tipo è più facile lavorare che negli anni passati.”

Dalla tua esperienza a livello europeo e mondiale, cosa manca al football italiano perché possa tornare ai livelli di un tempo?

“Se si intende tornare a poter vincere un Campionato Europeo, mancano un paio di anni di lavoro con le società che collaborano con la federazione per favorire il lavoro della Nazionale. Nessuna polemica in quanto dico, siamo nella stessa situazione di tutti gli altri sport, dove si deve riuscire a conciliare gli interessi di tutti, Federazione, Leghe e squadre. Come Cesare Prandelli anche coach Vincent Argondizzo ha chiesto la possibilità di lavorare di più con i giocatori durante l’anno. La struttura c’è già! Non manca nulla! Siamo già competitivi per entrare nel gruppo A ed una volta entrati, per restarci.”

Sempre grazie alla tua visione globale: come è cambiato il football di oggi rispetto al football degli anni '90?

“Intanto io giocavo già negli ani '80! È cambiato tanto sul campo, dal punto di vista tecnico e tattico ed è aumentata anche la velocità di esecuzione. E’ cambiato molto anche fuori dal campo, in entrambi i casi possiamo dire che il Football Americano sia in Europa che in Italia comincia ad avere una buona “esposizione mediatica” con società e squadre che sono ben strutturate. Ciò significa che le “meteore” sono sempre meno e che il movimento, in forte espansione, può contare su una base sempre più solida.”

Sergio Brunetti | US Fidaf

lunedì 16 luglio 2012

Il Four Helmets si presenta a Firenze

Si è svolta questa mattina a Firenze la Conferenza Stampa di presentazione della terza edizione del Four Helmets, il torneo internazionale a squadre quest'anno organizzato a Firenze.

Presso la Sala Incontri di Palazzo Vecchio sono intervenuti il vice Sindaco di Firenze Dario Nardella, il Consigliere Federale della FIDAF Francesco Cerra e, per i Guelfi Firenze Filippo Martelli, Gianluca Mannatrizio e Andrea Benoni, giocatore dei Viola “in prestito” alla Nazionale.

Il Trofeo Four Helmets prevede due partite eliminatorie giovedì 19 luglio e le finali sabato 21 luglio. In campo giovedì alle 17:30 si affronteranno il Team Eagles USA e i Guelfi Firenze, mentre alle 21 l'Italia affronterà la Danimarca. Sabato, stesso orario, le finali. Le partite si svolgeranno presso lo Stadio del Football e Rugby di Via del Perugino.

La Federazione ringrazia Brux, partner tecnico della FIDAF, che affianca il Blue Team fornendo paradenti alla Nazionale e bytes per l'attività in palestra.

Sergio Brunetti | US Fidaf

venerdì 13 luglio 2012

Il grande Football sbarca ad Ostia

DAL 7 AL 9 SETTEMBRE L'U19 SI GIOCA IL POSTO AGLI EUROPEI E DOMENICA INIZIA LA PREPARAZIONE

Dopo 13 anni il football italiano torna ad organizzare una manifestazione internazionale. Si tratta del Qualification Round per gli Europei Under 19 che si svolgeranno in Russia nel 2013. Italia, Olanda, Serbia e Gran Bretagna si contenderanno il diritto di affrontare la Svezia nella sfida decisiva per qualificarsi a Euro 2013. Le partite si svolgeranno il 7 e il 9 settembre 2012 ad Ostia, presso lo stadio Pasquale Giannattasio, non nuovo al football perché utilizzato abitualmente dalla formazione dei Black Hammers Ostia e dai Lazio Marines.

LA PREPARAZIONE
L'avventura della Nazionale guidata da coach Gianluca Leone, commissario tecnico da fine 2009, comincia domenica con il raduno a Bologna. E' l'occasione per iniziare la preparazione, che prevede per i giocatori anche dei programmi di allenamento e di alimentazione stilati dal preparatore Andrea Reali da seguire durante l'estate, e per lavorare in vista del futuro. Tra i convocati, infatti, ci sono anche atleti sotto età. I giocatori si rivedranno ad agosto per un ciclo di allenamenti che sarà organizzato presso la base Nato di Ansbach, in Baviera dal 12 al 15 agosto. Sarà l'occasione per confrontarsi con selezioni di giocatori provenienti dalle high school americane, mentre il 15 agosto l'esperienza si concluderà con un'amichevole contro una squadra tedesca. Dal 4 settembre, poi, tutti a Ostia per la corsa all'Europeo.

IL BLUE TEAM JUNIOR
La Nazionale Under 19, ribattezzata “Blue Team Junior”, ha iniziato il suo percorso a Bolzano nel 2010 con il match di qualificazione agli Europei 2011 perso 24-19 contro la Repubblica Ceca. Poi ha proseguito la sua crescita attraverso il confronto con alcune squadre senior, fino alla partita dello scorso 21 aprile allo stadio Paolo Rosi di Roma contro la selezione americana Stars&Stripes. Adesso però siamo arrivati all'obiettivo più importante, la qualificazione per gli Europei del 2013.

UN'AVVENTURA DA SEGUIRE SU INTERNET: TWITTER, FACEBOOK E BLOG
La marcia di avvicinamento al Qualification Round di Ostia non comincia solo per i giocatori, ma anche per gli appassionati e i mass media. Su internet è già possibile iniziare a seguire, e naturalmente a sostenere, il percorso che farà la squadra fino a settembre. Lo si può fare attraverso il blog di coach Leone, l'account twitter @blueteamjunior e la pagina Facebook intitolata “Blue Team Junior”. Tutte le informazioni sulla manifestazione sono disponibili sul sito ufficiale.

US Fidaf

La difesa del Blue Team? La voglio aggressiva, attenta e veloce

Continua con Aristide Marossi la scoperta del Blue Team che dal 19 al 22 luglio parteciperà alla terza edizione del Four Helmets, che quest'anno si svolgerà a Firenze.

Quali sono i punti di forza che un atleta deve avere per esser inserito nell'osservatorio del blue team?

Se un coach del Blue Team ti nota, vuol dire che hai fatto un buon campionato, che ti sei preparato per un anno intero, che sei veloce, che possiedi degli ottimi individuali, che non ti accontenti mai e cerchi continui metodi per migliorarti allenandoti sul campo ed in palestra lavorando sodo. Se un atleta fa questo, darà un grosso contributo al suo team e durante le partite i coach delle squadre avversarie, o quelli del blue team, cominciano a notarlo, questo è il primo passo. Poi vengono le convocazioni ai raduni e qui si vedono anche i progressi, i miglioramenti. Un buon atleta deve essere veloce, forte, con dei buoni individuali. Un'altra dote che si acquisisce con il tempo è l'esperienza nel continuare a giocare. Per ultimo io inseriscono il fattore Foxy, vale a dire quanto sei furbo, scaltro e veloce a ragionare durante le azioni di gioco.

A quali principi deve attenersi un azzurro?

I principi a cui deve attenersi un giocatore del blue team primo tra tutti il rispetto della maglia che porti, il rispetto per tutte le persone che girano all'interno della nazionale e il rispetto per tutti i giocatori. Per un atleta, quando arriva la convocazione ai raduni, è suo dovere comportarsi come un atleta: fare gli allenamenti ed ascoltare quello che dicono i coach, dimostrare quello che vale. Se poi non viene convocato per il raduno successivo, o per la partita, non c'è problema. Continuando a lavorare sodo verrà richiamato. Non deve demonizzare il blue team ma aiutare e promuovere questa squadra, perché forse in un futuro lui sarà uno di loro farà parte di quel gruppo di 45 giocatori che in campo si muove come una persona sola, verso un unico scopo, un unico obbiettivo: vincere. Battere gli avversari, questa è la sensazione che ci accomuna tutti. Questa è la sensazione che ho io da 3 anni a questa parte, quella di essere il dodicesimo uomo in campo a fianco di questi ragazzi che vedo poche volte in un anno ma che durante gli allenamenti o le partite capiscono quello che voglio da loro anche solo con lo sguardo o un segnale. Questi ragazzi nascono sinergie che per uno che non ha mai giocato a football sono difficili da capire. In campo si gioca, si prendono botte, si placca e si viene placcati ma quando finisce la partita tutto passa, tutto termina con un “blue” urlato con tutto te stesso. Questo significa che sei uno del blue team.

Come viene impostato un allenamento della nazionale?

Tutti i coach passano tanto tempo in sky conference, oppure al telefono, oppure via mail per preparare al meglio ogni allenamento senza perdere minuti preziosi. Si calcola tutto in base alle esigenze di ogni allenatore in base ai filmati degli avversari che abbiamo visto, cercando di togliere durante la partita ogni errore che possa compromettere il risultato. Nessun imprevisto, nessun errore. Poi prepariamo i drills, gli esercizi specifici per i vari ruoli, e prepariamo o modifichiamo gli schemi in base a quello che abbiamo visto nei filmati.

Come sarà il gioco difensivo del blue team?

Come sarà il gioco difensivo del blue team... Prima di dire come sarà il gioco ti spiego come saranno i giocatori. Voglio ventidue giocatori che entrano in campo con la fame per la palla, vale a dire che vogliono la palla o chi la porta o chi la lancia o la riceve. Trovati questi giocatori il nostro gioco sarà aggressivo, copriremo tutti i punti del campo e, arrivando sempre in undici sulla palla. Colpiremo, placcheremo ma soprattutto fermeremo questa palla tutte le volte.

Sergio Brunetti | US Fidaf

mercoledì 11 luglio 2012

Il Four Helmets 2012 a Firenze

Lunedì la conferenza stampa a Palazzo Vecchio.

Dopo Bologna nel 2010 e Luino nel 2011, sarà Firenze ad ospitare l'edizione 2012 del Four Helmets, il torneo internazionale organizzato dalla FIDAF per testare la Nazionale in vista del prossimo Campionato Europeo per Nazioni in programma nel nostro Paese nel 2013.

Quest'anno saranno in campo, oltre al Blue Team, la nazionale della Danimarca, il Team Eagles USA, e la squadra fiorentina dei Guelfi, opportunamente rinforzata, alla quale è stata affidata l'organizzazione del torneo.

Per lunedì 16 a Palazzo Vecchio a Firenze è stata organizzata la Conferenza Stampa di presentazione (ore 12), alla quale interverrà Dario Nardella, vice Sindaco, nonché Assessore allo Sport del Comune di Firenze. Per la Federazione saranno presenti Francesco Cerra (Dirigente Federale), Vincent Argondizzo, (Head Coach della Nazionale), Matteo Dinelli (Team Manager della Nazionale) Andrea Benoni (fiorentino e giocatore della Nazionale), oltre ad una nutrita schiera di giocatori dei Guelfi Firenze, team organizzatore dell'evento.


Sergio Brunetti | US Fidaf

Centurions: Giornata decisamente negativa per i Cents Flag

Nel Bowl di Cavallermaggiore i centurioni alessandrini sono tornati a casa con un pugno di mosche: tre sconfitte su tre incontri disputati. Questo l'impietoso risultato finale del week 5 di flag football che ha visto i Centurions fare un passo indietro rispetto alle due vittorie su tre ottenute nel Bowl organizzato e giocato al Campo Comunale Quartieruzzi di Spinetta Marengo. Il presidente Giorgio Bona ha provato ad analizzare, senza trovare alibi, questa inaspettata debacle: "Non cerchiamo giustificazioni, anche se avevamo tra i ranghi defezioni importanti dovuti a motivi di studio. Diciamo che la sessione estiva degli esami dell'università è stata la nostra rivale più forte (ride ndr). Fatto sta che al nostro primo anno di flag ci troviamo noni in classifica su dodici squadre iscritte nel girone Nord-Ovest". Le percentuali di vittoria dei centurioni sono del 33,33% alla pari di Vikingar Aosta, Pirates Loano e Flames Busto Arsizio che tuttavia precedono gli alessandrini per una migliore differenza punti realizzati.

Questi i risultati delle partite:
Centurions Alessandria - 65ers Arona 7-52
Razorbacks Piemonte - Centurions Alessandria 61-6
Centurions Alessandria - Pirates Loano 19-40

Federico Capra | US Centurions

Blitz: Lettera ad un amico


Sabato con levataccia...alle ore 9,30 devo essere a Comerio (Va) dove è stata indetta l’assemblea nazionale per approvazione del bilancio consuntivo 2011. Viaggio in autostrada, tutto bene e puntuali siamo lì, io e la gentil consorte. Alle ore 13,30 abbiamo terminato il tutto e siamo liberi di andare a pranzo. Decidiamo per ristorantino sul lago ma finiamo in pieno centro di Varese. Ok, trovato ristorante con dehor all’ombra e lieve brezza. Pranzo e poi in giro per il centro. Alle 17,00 siamo allo stadio Ossola di Varese. Ritiro i due sacchi che ho acquistato dall’amico Alessio di Gladiatore Football e vado a ritirare i biglietti. L’atmosfera inizia ad assomigliare ad un vero evento di football...gente con le più disparate maglie da gioco, stendardi e bandiere, code alle casse e sano casino...La sistemazione in tribuna all’ombra non è delle migliori, un bel cartello che riporta “Vendo oro” mi copre metà della visuale del campo. Mi sposto di una fila più su e più centrale. Molto meglio. La cornice è molto suggestiva. Il campo perfettamente tracciato, i loghi colorati, le porte regolari, il pubblico... che non è moltissimo, ma riempie quasi per tre quarti la tribuna opposta alla mia. Tutti al sole, belli scatenati e scaldati! Penso agli amici che ho incontrato e che sono lì, di fronte a me, e non li invidio. Io qui all’ombra con brezza...Saluti e abbracci con amici, tecnici, dirigenti e giocatori che incontro in una tribuna stranamente mezza vuota. Peccato! Poi, la sorpresa più bella. Ecco che mi si avvicina con passo deciso un giovanotto con occhialoni a specchio, cappellino, camicia e cravatta su cui spicca il logo degli Elephants Catania. E’ lui, l’amico di penna Luca Correnti, anima e corpo del sito Cif9.com, che scopro esser pure il presidente dei catanesi! Un grande abbraccio e l’augurio di un buon match per lui e i suoi ragazzi. Vedo nei suoi occhi e sento nella sua voce tutta la tensione per l’evento che va ad iniziare e come avrei fatto anch’io, dopo i saluti, va a bordo campo a sostenere i suoi ragazzi, ma senza parlare o agitarsi, ma camminando per kilometri avanti ed indietro per la sideline, testa bassa, mani in tasca e silenzioso nei suoi pensieri. Come presidente non posso che invidiarlo per dove sia giunto col suo team, ma dall’altra son contento di non essere nei suoi panni. Teso e carico come una molla e nemmeno il fischio finale lo farà cambiare nell’atteggiamento. Un giovane uomo molto serio e amante del suo lavoro e dei suoi ragazzi. Bravo Luca, complimenti per i risultati raggiunti. Un corale abbraccio a tutti i tuoi ragazzi e l’augurio di rivederti presto. Go Elephants! Ciao Luca!

Ferry De Bastiani
Presidente
A.F.T Blitz Ciriè

giovedì 5 luglio 2012

Con Andrea Vecchi, alla scoperta del Blue Team

Dopo l'head coach Vincent Argondizzo e il suo vice Davide Giuliano, tocca ora all'Offensive Coordinator Andrea Vecchi condurci alla scoperta del Blue Team.

Per rompere il ghiaccio, una domanda facile facile: quali sono i criteri che si seguono per la valutazione degli atleti? Quali caratteristiche vengono prese in considerazione e come vengono fatti i test?

“Per quanto riguarda la selezione dei giocatori d’attacco, velocità e tecnica sono la base dei criteri di valutazione, e, a questi va aggiunto un criterio primario che è quello della conoscenza dei fondamentali di base. Conoscere le coperture delle secondarie, riconoscere il fronte difensivo, come attaccare la linea di scrimmage e fare il taglio giusto, tante cose che fanno la differenza sulla scelta. Puoi essere un ricevitore veloce con buone mani, ma devi conosce anche la cover della secondaria difensiva che stai per affrontare per modificare la tua traccia ed eseguire il gioco nella maniera giusta. Non da ultimo conta anche la velocità di apprendimento del playbook. Tutti i dati degli atleti visionati, vengono inseriti in una scheda personale, in maniera che il coaching staff può vedere i progressi fatti dagli atleti e dentro la quale ogni coach del Blue Team, inserisce le cose su cui ogni atleta deve lavorare per migliorarsi. Queste informazioni vengono condivise con qualsiasi coach o giocatore ne faccia richiesta, consigliando e confrontandosi sul lavoro da svolgere per lo sviluppo del giocatore.”


Sia Vincent Argondizzo, sia Davide Giuliano hanno sottolineato la responsabilità degli atleti una volta inseriti nel Blue Team...

“Penso che essere convocati per giocare per la Nazionale Italiana sia un motivo di orgoglio e vanto, far parte del Blue Team deve essere la massima aspirazione per ogni atleta è il sogno che tutti vogliono si realizzi. Per far parte di questo gruppo non basta essere degli ottimi giocatori, bisogna anche rispettare delle semplici regole. A tal riguardo, è stato creato un decalogo al quale tutti gli atleti finora convocati si sono attenuti senza alcun problema, facilitati anche dal fatto che molti team danno delle regole al proprio interno.”

Un po' di tecnica, ora. Che tipo di gioco offensivo farà la nazionale?

Va avanti lo sviluppo del sistema Pistol nelle varianti Spread e Power, sicuramente in questo torneo 4 Helmeth, proveremo alcune cose nuove soprattutto in situazioni di goal line. Non stiamo puntando a un sistema fisso proprio per avere più armi a disposizione. Ormai in tutte le categorie dei campionati FIDAF si vedono attacchi in formazioni spread o pistol, questo facilita sia l’inserimento dei giocatori che l’install del playbook.

A questi raduni mancheranno atleti di calibro e peso (tecnico) non indifferente...

Purtroppo a questi raduni dovremo far a meno di giovani interessanti che per infortunio e impegni personali non possono essere presenti. Atleti del calibro di Santagostino, Zucco, Mella, Fiordoro, D’Eramo e Ricchiuti solo per citarne alcuni... Ma ciò sarà vista come un opportunità in quanto ci darà modo di visionare e testare più giocatori. Prossimamente sarà stilata una lista di atleti di interesse Nazionale sui quali sarà svolto un lavoro di sviluppo e nel mese di settembre o ottobre verrà programmato un try out al sud per avere una più globale visione dei giocatori italiani.

Sergio Brunetti | US Fidaf

Centurions: Voglia di Flag Football!

Sembra ormai essere inarrestabile la voglia di giocare che accompagna da inizio estate i Cents Flag. Anche questa domenica la squadra alessandrina di flag football, nata da una costola dei Centurions, partecperà al Bowl divisionale nord-ovest di Cavallermaggiore. Teatro degli incontri sarà il campo sportivo San Giorgio che vedrà le squadre scendere in campo a partire dalle 10.30. Oltre ai centurioni parteciperanno altre 5 squadre: i Vikingar Aosta, i Razorback Piemonte, gli Arona 65ers e i Pirates Loano. "Il flag è uno sport appassionante che sta davvero appassionando tutta l'Italia. - ha spiegato il presidente Giorgio Bona - Noi come Centurions siamo davvero orgogliosi di aver presentato una squadra che rappresenti la provincia di Alessandria in giro per la Nazione".

Federico Capra | US Centurions

domenica 1 luglio 2012

Bills: Ad un passo dall'impresa...svanisce il sogno

Grande sogno, grande partita sabato pomeriggio. Un match caratterizzato dal caldo, che ha consegnato il trofeo di Campioni d'Italia del Campionato Italiano di Football a nove ai Cardinals Palermo, dopo una lunga sfida con i cavallermaggioresi, scesi in campo forse con troppo nervosismo. Dopo una stagione perfetta, che ha catapultato una squadra e una comunità intera, quella di Cavallermaggiore, nella finale nazionale, la disfatta dei Bills brucia e pesa molto. Ma resta fortissimo l'orgoglio per aver portato un team di una piccola città di una provincia che ha da poco conosciuto il football americano a battersi per il titolo nazionale. A dimostrare l'orgoglio e la partecipazione dei cavallermaggioresi è stato il folto e rumorosissimo pubblico che per tutto il campionato ha seguito ed incoraggiato i bufali arancioblu. Fino alla finalissima di sabato, che ha portato centinaia di tifosi a Torino, organizzati in pullman e auto per seguire da vicino la sfida storica per una città che mai aveva raggiunto un traguardo sportivo così importante.


A questo punto è anche necessario fare i dovuti ringraziamenti a chi per questo risultato ha lavorato profondamente per tutta la stagione e negli anni precedenti. I primo pensiero va necessariamente all'head coach Paolo Bassi. Un uomo che ha rivoluzionato la squadra imponendo il suo modo di lavorare, che ha portato innumerevoli frutti. Un uomo che ha portato la sua enorme esperienza in una piccola squadra, lontana dai fasti e dalla celebrità delle"big" del football italiano ed europeo, riuscendo in due anni a creare un gruppo di atleti che hanno fatto di questo sport uno stile di vita. Un uomo che, da solo, ha saputo guidare attacco e difesa al meglio, senza mai tentennare o sbagliare qualcosa, lavorando con una professionalità invidiabile ed una voglia di crescere enorme. A seguire Paolo Bassi c'è stato un gruppo di persone che ha creduto nella potenzialità di questo team. Una squadra guidata dai fondatori William e Jerry Petrone, Peter Ferlemann e Silvio Ornati, persone che hanno dato il massimo dell'impegno dal giorno in cui si è svolto il primo allenamento, fino a questo momento di piccola gloria. Gli atleti poi hanno fatto il possibile per vivere questo sport come un impegno quasi professionistico, allenandosi con costanza ogni giorno della settimana, week end compresi, sostenendo tutte le iniziative del coaching staff e dando il massimo per l'obiettivo comune.


Il ringraziamento va rivolto al presidente Domenico Petrone, a tutto lo staff che si è dimostrato sempre disponibile a tutte le esigenze dei giocatori e del coach, al medico sociale Marco Quercio, grande professionista, che ha saputo dare aiuto a tutto il team. Si ringraziano gli sponsor ed i tifosi che hanno sostenuto in ogni momento la squadra arancioblu, l'amministrazione comunale e tutta la comunità cavallermaggiorese, che si è stretta ai Bills nella felicità dei risultati raggiunti. Si devono infine ringraziare le famiglie di tutti i componenti della "macchina Bills", che hanno sopportato l'enorme impegno degli atleti e degli allenatori, permettendo loro di battersi per la gloria.
GRAZIE A TUTTI!

Davide Olocco | US Bills

Cardinals Palermo, Campioni CIF-9 2012

I siciliani impongono il proprio gioco aereo

Sono i Palermo Cardinals i campioni 2012 del campionato CIF9. La formazione siciliana ha infatti vinto ieri il NineBowl che si è disputato a Torino per 33-19 contro i Cavallermaggiore Bills. Sfida avvincente e spettacolare tra quelle che sono state sicuramente le migliori formazioni dell'intero torneo e che arrivavano imbattute a questo appuntamento.

Sono i Carinals a entrare subito in partita, chiudendo il primo periodo avanti 13-0 grazie a due TD con trasformazione da un punto per Nicolò D'Amico, giustamente premiato come MVP del NineBowl. La capacità di prendere palloni anche molto difficili e la sua velocità hanno esaltato il gioco aereo dei Cardinals, che a metà gara mantengono le distanze rispondendo con Rizzo al primo TD dei Bills, realizzato da Testa.

A metà gara il punteggio è 7-19 ma sta per arrivare il momento migliore dei Bills, che ancora con Testa e poi con una corsa di Petrone riescono a pareggiare a quota 19 a inizio quarto periodo. A quel punto la tensione sale, si capisce chiaramente che sono gli attimi decisivi del NineBowl e di una stagione intera. In questo frangente i Cardinals sono più bravi a mantenere lucidità rispetto agli avversari, decisamente nervosi anche perché non abituati a giocare in rimonta. E così arrivano i TD di D'Amico (con trasformazione da due punti) e Abbadessa che chiudono i giochi e il CIF9 2012.

NineBowl 2012
Bills Cavallermaggiore – Cardinals Palermo 19-33

Luca Pelosi | US Fidaf