martedì 5 marzo 2013

Gli Assitur Highlanders Catanzaro presentano la Stagione 2013


Tutto pronto per l’inizio del campionato 2013 della squadra catanzarese di Football Americano, la prima partita sarà in casa sabato 9 Marzo alle 15 presso il Campo scuola di via Paglia che li vedrà impegnati nel derby calabrese con la squadra degli Achei di Crotone.
Conosciamo meglio alcuni dei componenti della rosa degli Highlanders, formazione catanzarese che si accinge a disputare il suo quarto campionato della sua giovane storia.

Raccontate al grande pubblico un po’ di voi, qualche episodio della vostra carriera e le vostre aspettative per la stagione.

Ecco come si racconta Antonio Cartaginese, capitano e cofondatore dei nero-oro, anima del team in campo e fuori.

Ho 41 anni e lavoro come assistente capo della Polizia di Stato a Catanzaro, pratico questo sport dall'età di 14 anni, avendo iniziato nella squadra dei Red Eagles, storico team della mia città.Ho conosciuto questo sport tramite un amico Francesco Benefico, che già aveva giocato con i Red Eagles e che mi ha spinto a praticarlo e da allora per me è diventato uno stile di vita Dopo anni di esperienza maturata giocando prima nel team catanzarese e poi e in quello crotonese degli Achei Crotone, sono arrivato nel 2008 a fondare gli Highlanders, un sogno coltivato e diventato alla fine una bella realtà.

Potrei ricordare tantissimi episodi della mia carriera ma sicuramente quello davvero memorabile è accaduto quando militavo nelle file degli Achei Crotone, che –peraltro- affronteremo proprio sabato, ed è stato l’aver partecipato alla finale nazionale under 20, nel lontano 19 dicembre 1992, come dimenticare quella data!

Per me che insieme agli altri ho dato il nome, ho scelto i colori sociali e tutto ciò che potevo affinchè il mio e nostro sogno si potesse avverare ,essere Highlanders vuol dire tanto, vuol dire essere orgoglioso di ciò che è stato fatto e di ciò che si farà, vuol dire insegnare ai miei due figli cosa vuol dire essere un giocatore, fare parte integrante di una squadra, di un gruppo di persone che condividono insieme questa passione che poi, nella vita normale, tutto ciò si trasforma in amicizia vera e propria, si diventa quasi come dei fratelli tanto è il tempo che si trascorre insieme, condividendo passioni, gioie e anche dolori, momenti tristi e difficoltosi e momenti felici ed indelebili. Concludo dicendo che la mia aspettativa per questa stagione è di arrivare in FINALE di campionato per far capire agli altri e riprovare io stesso quelle sensazioni e quelle gioie e che rimarrebbero indelebilmente scolpite nel nostro destino di giocatori di football americano”.



Anche quest’anno nelle file degli Assitur Highlanders militeranno un manipolo di giocatori palermitani, che per amore di questo sport e di questo team, si sobbarcano lunghi viaggi pur di dare il loro contributo alla causa. Incontriamo uno di loro, Francesco Conti:

“Ciao a tutti e grazie, sono Francesco o meglio, "Ciccio Ciccio", come mi conoscono tutti. Ho 23 anni e sono uno degli "stranieri" degli Highlanders. Lavoro in un'agenzia di telecomunicazioni e a volte far combaciare lavoro e sport è veramente difficile ma per amore del football americano ogni sacrificio è lecito. Prima di entrare nel mondo del football americano lo sport praticato che mi aveva coinvolto maggiormente è stato il kick boxing.

Pratico il football, che ritengo uno sport magnifico, da 6 anni e forse qualcosa in più, da quando un giorno insieme ad un paio di amici decidemmo di andare a provare un'allenamento con i Corsari Palermo, da quel giorno -come per magia- cominciò il mio amore per il football. Sono un defensive tackle, cioe’ un difensore “di prima linea” e proprio giocando in questo ruolo, nel 2009, per i Tigers Palermo che ho conosciuto gli Highlanders in una partita tra le più belle ed emozionanti che abbia mai giocato. Un momento memorabile che potrei raccontare è stato quando giocando per i Tigers Palermo ci giocammo i play-off in una partita tirata fino all'ultimo secondo contro gli Squali, una partita sofferta ma molto intensa che ricorderò per molto tempo e che, oserei dire, mi ha segnato sia come persona che come giocatore.

Essere un Highlander per me è qualcosa di speciale, faccio tantissima strada pur di giocare per questa squadra e le persone che ne fanno parte sono diventate più di semplici compagni, e -anche se non ci alleniamo sempre insieme -abbiamo raggiunto un'intesa che pochi riescono ad avere. Le aspettative per la questa stagione sono sempre le migliori in assoluto, se si parte già sconfitti non ha senso giocare. Ovvio pensare di arrivare ai play-off e, una volta raggiunti, giocare ogni partita come se fosse la finale. Mi auguro di tornare al meglio -dopo un anno di stop per infortunio- con la voglia di fare sempre meglio e di togliermi qualche soddisfazione, e con questa squadra tutto è possibile!


E’ il turno ora di Rosario Andracchio, giovanissimo player catanzarese ma già con un po’ di esperienza sulle spalle, avendo esordito in prima squadra quando aveva 17 anni.

“Ho 20 anni e sono uno studente. Adoro ogni tipo di sport, sfidare me stesso e gli altri, insomma quando c’è da mettersi in gioco non mi tiro mai indietro. Dal nuoto in età infantile al calcetto con gli amici, dalla pallavolo ai tempi delle scuole superiori allo street basket, solo recentemente il football americano: questo il mio range di competizione.

Quest’anno disputerò il mio secondo campionato di football, ruolo “corner back”, in sostanza un difensore che ha come compito principale la marcatura dei ricevitori avversari. In un paese come l’Italia in cui il calcio regna sovrano, fino a qualche anno fa poco o niente conoscevo di questo sport a stelle e strisce, capitava solo di sentirlo menzionare o di vedere qualche azione di gioco in un film. È stato un mio amico ad avvicinarmi agli Highlanders, era venuto a conoscenza di una squadra di football catanzarese così abbiamo deciso di iniziare insieme questa avventura.” Come ricordo legato al football voglio citare un episodio di un paio d’anni fa. Correva infatti l’anno 2011, amichevole di ritorno contro i Caribdes Messina, seconda partita della mia carriera, titolare ma ancora con qualche dubbio sulle regole di gioco. Azione di punt, sostanzialmente un calcio di allontamento della squadra di Messina, io schierato in difesa sull’esterno, vedo che il calcio viene deviato dal mio compagno di squadra Sergio Raneli e vedo la palla rotolare nell’area di meta avversaria. Mi ci butto sopra e la ricopro, mi alzo e come se niente fosse torno a bordo campo: non sapevo di aver fatto touchdown! Per me essere un Highlander significa dare il meglio di sé, lavorando sodo insieme ai miei compagni per raggiungere un obiettivo comune. Una sfida continua con me stesso che risponde alla domanda “quanto ancora posso andare lontano?”. Lo considero uno stile di vita, l’impegno costante che richiede questo sport lo rapporto alla vita di tutti i giorni, dare il massimo per ottenere ciò che voglio e se faccio qualcosa devo farla nel migliore dei modi. Quest’anno siamo un bel gruppo, composto da tanti elementi validi, tutti affiatati. Come ogni squadra ci consideriamo una famiglia e per una famiglia si augura sempre il meglio. Spero quindi di cuore arriveremo lontano.”


Parla ora Giovanni Intieri nuovo nell’impegno con il football americano

“Ho 37 anni e lavoro come direttore tecnico per un impresa di costruzioni e nel fine settimana faccio il barman in qualche locale. Ho praticato sempre sport tipo pallavolo e basket a buoni livelli. 2- questo è il mio primo anno che gioco a football ma in realtà amo questo sport da quando avevo 15 anni. mi sono innamorato guardando le geste di joe montana e dan marino, ma vivendo in un paesino lontano da catanzaro, dove esisteva già una squadra, non sono mai riuscito a praticarlo per via della lontananza. gli highlanders li conosco da quando sono nati ma quest'anno con la scusa di un caro amico che già giocava e mi ha incoraggiato a praticarlo mi sono ritrovato catapultato in questa nuova realtà 3-beh la prima partitella in famiglia...eravamo 5 contro 5 quindi niente di eccezionale per molti ma per me un emozione unica....ho anche segnato, impossibile spiegarne l'emozione. il campo era in pessime condizioni e torno a casa con fango nei posti più impensabili. da quel giorno mia moglie vuole che mi faccio la doccia al campo 4-per me essere Highlanders è solo un onore, so che per via dell'età non posso essere considerato il futuro della squadra ma qui ho trovato una famiglia e persone disponibili a insegnarmi uno sport meraviglioso, colgo l'occasione per ringraziare il coach Massimo Marino per la pazienza e l'incoraggiamento dimostratomi 5-lo sport è nato in america e come ogni buona storia americana c'è il "sogno". Quindi non mi dispiacerebbe sognare la vittoria del il titolo con un mio touchdown


E’ il momento ora del giovane Carmelo Gentile che quest’anno vedrà il suo esordio con gli Highlanders

“Ho 19 anni e studio a Catanzaro..oltre al football ho giocato amatorialmente a calcio, questo è per me il mio primo anno di football, gioco come fullback. Ho saputo degli Highlanders grazie ad un mio amico, anche lui in squadra. Sto lavorando con il mio massimo impegno affinchè ci siano momenti meravigliosi da ricordare, un highlander per me vuol dire impegnarmi e non mollare per i miei compagni Personalmente cercherò di allenarmi per poter diventare una pedina importante per la squadra e magari aiutare gli highlanders ad arrivare il più lontano possibile!


Conclude questa serie di interviste l’atletico Salvatore Malvaso

“Salve a tutti i lettori, mi chiamo Salvatore ho 27 anni e sono diplomato in ragioneria. Ho conseguito vari diplomi sportivi tra cui quello di massaggiatore e personal trainer che spero di sfruttare in un futuro prossimo perchè al momento non ho un'occupazione fissa. Oltre al football con il quale mi cimento da soli pochi mesi, pratico pesistica in palestra cinque giorni a settimana, mentre in passato la mia vera passione era il calcio. Il mio ruolo in questa nuova esperienza sportiva, è ricevitore esterno, o per esigenze del coach anche wing.

Gli Highlanders per me sono una vecchia conoscenza, poichè amico della "vecchia guardia" ossia gente che sin dal primo anno di fondazione, calcava i campi di football, mi riferisco a Saverio Pugliese, Paolo Megna, Andrea Forte ed Emanuele Filiberto Denaro. I momenti "memorabili" di certo in questo sport non mancano, purtroppo sono stato costretto per motivi di salute a saltare la prima amichevole ufficiale, ma posso di certo confermare che ogni singolo allenamento oppure ogni singola riunione di squadra non si dimenticano facilmente, siamo un gruppo di ragazzi, a tutti ci piace fare squadra e divertirci, ma quando le esigenze lo richiedono sappiamo esser seri, disciplinati sotto gli ordini del coach Marino.

Le mie aspettative per questa stagione sono sicuramente quelle di divertirmi, e su questo di certo non ho dubbi, e poi perchè no, riuscire ad ottenere risultati importante sia a livello personale e sia soprattutto a livello di squadra, ho molta fiducia nei miei compagni e spero che anche voi, possiate rendervi conto cosa vuol dire per tutti noi essere un HIGHLANDER!!”

Francesco Vallone | Ufficio Stampa Assitur Highlanders Catanzaro

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