martedì 22 gennaio 2013

Gorillas: Tra Football e Cheerleading emozioni assicurate!

Esordio di successo per le ragazze del cheer team delle Flying Monkeys Varese.

Scelte come testimonial di uno sponsor della squadra di volley femminile campione d’Italia, la “Unendo Yamamay Busto Arsizio”, le cheerleader varesine hanno animato i tempi fra un set e l’altro con movimentate esibizioni di cheerdance e cheerleading acrobatico.

Il “tutto esaurito” del Palayamamay non ha fermato le ragazze affiliate ai neonati “Gorillas Varese”. L’energia e l’allegria che le caratterizzano hanno sorpreso l’intero pubblico della partita, finita fra l’altro, con una vittoria per le biancorosse Bustesi. Esperimento riuscito dunque: il cheer team Varesino seguirà anche altre partite del campionato, trasferte comprese.

L’allenatrice Laura Marocchi promette per il resto della stagione altre sorprese che coinvolgeranno l’intera squadra, compresa la componente maschile. In vista dei tanti impegni futuri è in corso la ricerca di nuove reclute: ragazze e ragazzi dai 16 ai 35 anni. Per chi volesse provare l’emozione di “volare” gli allenamenti si svolgono a Varese il Martedì dalle 20.30 alle 23 alla palestra della Scuola Elementare “Pascoli” e il Giovedì dalle 20 – 22.30 alla palestra della Scuola Media “Dante Alighieri”.


Le Flying Monkeys inoltre si esibiranno a tutte le partite della squadra di Football Americano dei Gorillas che hanno ricominciato da poco ad allenarsi dopo la pausa invernale.

Anche gli scimmioni biancorossi stanno cercando nuove leve per incrementare i ranghi di un club giovane ed in rapida crescita. Gli allenamenti si tengono il Martedì dalle 19.45 alle 21.30 alla palestra della Scuola Media “Dante” (sessione tecnica e atletica), Mercoledì e il Venerdì sul campo di Via Vivirolo dalle 20.15 alle 22.00. Tra Football e Cheerleading le emozioni e lo spettacolo sono assicurati.

Ufficio Stampa Gorillas Varese


lunedì 21 gennaio 2013

I protagonisti dietro l'obiettivo - Angela Albanese

Pisa, 21 Gennaio 2013 - Abbiamo sempre e ben volentieri ospitato sulle nostre rubriche tanti protagonisti. Coach, dirigenti, atleti ed atlete, addetti ai lavori, appassionati, etc…adesso, per la prima volta, ispirati proprio dall'importante ruolo che queste figure rivestono all'interno del contesto in cui operiamo, a volte trascurate dalla maggioranza degli amanti di questa disciplina, vogliamo dare spazio e voce a chi spesso, con grandi e gratuiti sacrifici, mette la propria qualità, la propria professionalità, la propria passione al servizio del football americano, delle squadre, delle testate giornalistiche, di tutti quegli utenti che costituiscono lo zoccolo duro dell'interesse mediatico nei confronti del nostro sport: i fotografi. Siano essi talentuosi ed incalliti esperti oppure semplici e smaliziati amatori, ognuno di loro è degno di essere annoverato nel club dei "Weekend-Warriors"…già, dei veri e propri eroi e guerrieri del fine settimana, che mettono a nostra disposizione emozioni sotto forma di immagini…che attraverso il loro punto i vista ci regalano molto spesso più che una semplice una carrellata di foto. Uno dei primissimi nomi che ci è venuto in mente è quello di Angela Albanese, fotografa [e, all'occorrenza cronista d'assalto] dell'Ufficio Stampa dei toscani Storms, con la quale ci siamo intrattenuti in una piacevole chiacchierata:

Ciao Angela e benvenuta. E' un piacere ospitarti sulle nostre pagine. Per rompere il ghiaccio, comincio proprio con la domanda più semplice: come è nata la tua passione per la fotografia?

Sembrerà scontato dirlo, ma ho sempre avuto la passione per la fotografia. Da piccola, con i soldi della paghetta, preferivo andare a comprare le kodak usa e getta e sviluppare i rullini piuttosto che le caramelle, con grande gioia di mia madre ma un po' meno del mio dentista! Specialmente da piccola, viaggiavo molto con la scuola e, dato che i miei genitori non potevano viaggiare per motivi di lavoro, volevo portargli a casa più immagini possibili, come a fargli rivivere quello che avevo vissuto io.

E' un modo assolutamente interessante per iniziare ad appassionarsi!…Adesso però, che non ci sono più le kodak usa e getta, con quale tipo di attrezzatura esegui i tuoi scatti?

Nonostante non sia l'attrezzatura a fare il fotografo, diciamo che nella fotografia sportiva gioca un ruolo di maggioranza. Ho appena cambiato la mia attrezzatura e uso una Nikon D800 e un obiettivo Nikon 80-400 f\2.8. Sono stati il mio ultimo acquisto, per il quale sia io che i miei genitori abbiamo lavorato molto, ma mi sta facendo togliere moltissime soddisfazioni. Nonostante questo non dimenticherò mai come ho cominciato, sentendomi quasi a disagio in mezzo a tanti altri miei colleghi con obiettivi mostruosi, come i 500mm f\1.4 o 2.8, con la mia Nikon d3000 e il mio 55-200, con cui ho fatto comunque ottime foto in tre anni, ad ulteriore conferma che l'attrezzatura non è tutto se si ha occhio.

Ti regala maggiore soddisfazione una foto tecnicamente impeccabile oppure uno scatto emotivamente forte e toccante?

Fondamentalmente non sono una tecnicista. Penso che la tecnica sia assolutamente necessaria per iniziare, per riuscire a muovere i primi piccoli passi nel mondo della fotografia ma, una volta assimilata, averne conosciuto i pregi e, molto spesso, i limiti, e sopratutto una volta compresi i propri scopi, aver compreso quale tipo di fotografia ci attrae e ci riesce meglio, sia il caso di prendere la tecnica e stravolgerla, arrivando in alcuni casi addirittura ad abbandonarla. Per questo preferisco scatti emotivamente forti, magari mossi o dove il volto, le mani o i piedi sono tagliati. Ma deve essere una foto che mi porta dentro l'azione, che mi fa vivere l'attimo e mi coinvolga nel suo fluire. Ad esempio, ultimamente, grazie a un mio docente di fotografia di Reportage all'Università, sono riuscita ad apprezzare dei miei scatti completamente mossi, ma dove questo mosso aveva una fluidità tale da rendere quasi aggraziati i movimenti dei giocatori, senza disturbare la vista.

Visto che hai subito chiamato in causa lo sport ed i suoi protagonisti, gli atleti, rompiamo gli indugi e scendiamo in campo…quando hai cominciato a seguire gli Storms, il tuo team?

Ho iniziato a scattare per gli Storms nel 2011. Quell'anno, infatti, mi ero appena trasferita a Firenze da Milano, per continuare il mio percorso universitario e, per rimanere nel "giro" del football americano dopo i Falcons Milano e i Seamen, ero diventata fotografa per i Guelfi Firenze. Poi una sera, su facebook, Eros Braccini, all'epoca WR degli Storms, mi convinse ad andarlo a trovare e a fare qualche foto per loro. Una volta conosciuti, non li ho mai più potuti lasciare.

Eh già, gli Storms [così come molte altre squadre in Italia] rappresentano una gran bella realtà. Una società seria che sta dando prova di grande equilibrio nelle proprie scelte e strategie…a proposito, ti occupi di altro in seno a questa societá?

Lavorando per una testata giornalistica, quest'anno mi sono presa anche il ruolo di Ufficio Stampa, in modo da diffondere sul territorio pisano la conoscenza di questo sport, scrivendo un articolo ogni qualvolta succeda qualcosa in seno alla società che valga la pena di far conoscere, come ad esempio l'accesso alle semifinali nazionali sia della nostra under18 five-men sia della nostra U21. Al momento sto anche lavorando ad un articolo sul nostro Alberto "Bellosguardo" Adduci, reduce da una meravigliosa esperienza in Florida che lo ha anche incoronato, con i Clearwater Knights di coach Stanzani, campione di stato.

Cosa vuol dire far parte di una famiglia vera e propria come un football team?

Per una ragazza come me che è lontana dalla famiglia per questioni di studio, far parte di un football team è un po' come stare a casa. Avere sempre qualcuno su cui contare, qualcuno con cui confrontarsi e con cui sfogarsi, nonché condividere momenti importanti, è fondamentale. Ti fa sentire meno sola, meno lontana e più sicura. Perché sai che, nel momento del bisogno, hai sempre qualcuno su cui contare, qualcuno che è sempre pronto a sostenerti e a correre in tuo aiuto.

Qual è stato il momento più emozionante vissuto con loro, sul campo e non?

Sono stati molti i momenti emozionanti vissuti con i ragazzi. Il primo, purtroppo alquanto spiacevole, è stato l'anno scorso, contro i Condor Grosseto, quando, ad un secondo dalla fine (si proprio un secondo) e su un punteggio di parità, abbiamo visto la vittoria sfuggirci dalla vita, grazie a una ricezione dei grossetani in end-zone. Non credo di aver mai pianto così prima d'ora. Il secondo, molto più piacevole, è stata la sicurezza dell'accesso ai playoff, conquistata sempre lo scorso anno sull'ostico campo dei Predatori.


Positive o negative, queste esperienze ti hanno sempre e comunque donato delle emozioni assolutamente uniche quindi...Ti va di descriverci la foto più bella che ti sia capitato di scattare per il football?

Sicuramente una delle più belle che mi è mai capitato di scattare è stato un primo piano a Elvis Tarroni, QB dei Guelfi, durante la stagione 2011 contro i Redskins Verona, che esce dal terreno di gioco a occhi chiusi e con la palla stretta in una mano mentre viene placcato da due giocatori veronesi. La cosa che più amo in questa foto è la tensione che si legge sul viso di Elvis.

Quali caratteristiche o doti bisogna possedere, secondo te, per fotografare bene lo sport e nella fattispecie uno sport come il football americano?

Nella fotografia di sport, uno scatto è il risultato di almeno due fattori: una buona posizione del fotografo, senza però dimenticare le basilari norme di sicurezza e senza intralciare gli atleti e gli allenatori e il valore del gesto atletico. Senza dimenticare, ovviamente, un'interpretazione creativa ma al contempo fedele del momento. Questo vuol dire che il fotografo deve, prima di tutto, conoscere la disciplina che sta seguendo, in modo da poterne sempre prevedere lo svolgimento. In caso contrario si riempirà la memoria delle schede e si troverà davanti un enorme lavoro di post-produzione, senza avere al certezza di essere in possesso degli scatti giusti. In generale, una buona foto si decide prima ancora che venga scattata, in quanto è importante se non fondamentale prevedere quale sarà il momento decisivo di una partita.

Ti è capitato di fotografare il football per lavoro? O resta ancora un'attivitá che fai per pura passione e spirito di sacrificio?

Mi sto muovendo in questo senso, per far diventare questa passione un lavoro. La mia tesi di laurea [una riflessione sulla storia della fotografia sportiva partendo dall'arte classica greca] il cui progetto fotografico è proprio sul football americano in italia, è solo il primo passo. Spero di pubblicare la tesi sotto forma di libro e, chi lo sa, magari trasferirmi in America e cercare di entrare nel team di Sport Illustrated o diventare fotografo freelance e avere l'accesso alle partite della NFL.

E' un progetto talmente ambizioso che non possiamo fare altro che complimentarci con te solo per averlo concepito…e te ne diamo atto, Angela. E' giusto coltivare i propri sogni a prescindere da quanto grandi essi siano…Evidentemente questo magico sport sa ispirare molti di questi sogni…ma che cosa possiede, appunto, il football che altre discipline non hanno?

Ciò che penso abbia il football americano, più di qualsiasi altro sport, è lo spirito di sacrificio. La linea d'attacco si sacrifica per difendere il proprio runner o il proprio Qb, la linea di difesa si sacrifica per ridare la palla all'attacco, per non far guadagnare neanche un centimetro agli avversari. E senza avere nulla in cambio, se non la gratitudine dei propri compagni e dei propri coach. Quello che i ragazzi fanno, che tutti noi, dirigenti, scorer, fotografi e quant'altro, lo facciamo per passione. We play for pizza...

Piccola curiosità…hai un rito?...prima, durante o dopo un match?...qualcosa che ripeti sempre?...una routine, un gesto?

Si. Un bel caffè corretto con sambuca prima di ogni partita. E' un rito propiziatorio che io e Lorenzo Gorelli degli Storms facciamo dalla partita contro i Dolphins Ancona che abbiamo portato a casa per 3-0, contro ogni pronostico. Diciamo che aiuta a scattare più creativamente. Ed è anche un ottimo digestivo!

Alla faccia del digestivo!…Chissà cosa ne pensano i tuoi colleghi, sarei curioso di conoscere anche la loro di opinione!…ahahahah…..comunque, allontaniamoci per un attimo dalla palla lunga un piede…oltre a questo sport, cosa ti piace fotografare?

Sinceramente? Poco altro. Non amo la fotografia di studio, anche se una cosa che mi riesce particolarmente bene sono le foto di nudo femminile e i ritratti in studio. La paesaggistica non fa per me, troppi tempi morti, troppa tecnica. E potrei andare avanti così per molto tempo. Vado molto a periodi, diciamo. Certi giorni mi chiuderei in studio e non farei altro che ritratti ai miei amici vestiti nel peggior modo possibile e nelle peggiori situazioni. Altri vado in giro per Pisa a fotografare la città, la gente. Altre (le più frequenti) smanio di stare in sideline, godere dell'adrenalina della partita, gioire o piangere con i ragazzi.

…E' proprio questa la cosa più bella del far parte della famiglia Storms, vero?

Esatto...La "famiglia" Storms. I ragazzi sono la cosa migliore che mi sia capitata da molto tempo a questa parte. E non c'è altro da aggiungere.

Quali consigli possiamo dare a chi vuol fotografare questo sport?

Di avere tanta, tanta, tanta pazienza. Davvero. Perché purtroppo non si ottengono buone foto in una sola partita, nè si conosce appieno lo sport dopo un paio di volte che lo si va a guardare. Io stessa, dopo ormai quasi 5 anni, riesco a ottenere poche foto davvero buone, rispetto all'enormità di quelle che scatto. La pazienza sta nel…magari...avvicinarsi a questo sport prima andando a vedere qualche allenamento, conoscendo i coach, la dirigenza e i ragazzi e cominciando a scattare proprio in queste occasioni, in modo da prendere familiarità con gli schemi e i movimenti.

Quali precauzioni, accorgimenti deve rispettare un fotografo su un football field?

Prima di tutto non bisogna mai in alcun modo disturbare i Ref, tenendosi sempre a una certa distanza da loro, in modo da non impedirgli movimenti, visuale e comunque non essere d'ostacolo a quello che stanno facendo. E' un accorgimento essenziale sia per la nostra sicurezza che per quella delle nostre costosissime attrezzature, che per la loro. In secondo luogo, tenersi a una certa distanza anche dai giocatori e dai coach, anche se è la nostra squadra che stiamo fotografando e conosciamo tutti per rfilo e per segno. Sappiamo tutti che i cambi nel football sono "volanti" e non è piacevole trovarsi nel mezzo mentre la Defense e la Offense si danno il cambio o mentre un ragazzo entra o esce di corsa dal campo. Ad ogni modo, è sempre necessario seguire tutte le indicazioni fornite dai Ref, come ad esempio, se il campo non lo permette, non posizionarsi mai oltre la linea di TD o in sideline. Molto spesso è meglio rinunciare a fotografare una partita o fotografarla da fuori piuttosto che mettere a rischio la propria salute.

Come cambia il tuo modus operandi a seconda della location?

In verità non cambia molto, se non per il tipo di obiettivo che scelgo di usare. Non sono amante dei flash esterni e anche se a volte maledico la scarsa illuminazione, specialmente nelle partite "in notturna", ho uno stile e un modus operandi che ritengo ormai vincenti e sono molto restia ad abbandonarlo. Poi, specialmente in Italia, le location si assomigliano tutte per quanto riguarda i campi da gioco. Siamo noi a doverci adattare alla luce, mai il contrario.

Lo sport va veloce, Angela..come si coglie l'attimo?

Allora, raramente durante una partita di qualsiasi sport, ci si trova a scattare a meno di 1\320 di secondo. Diciamo che un aiuto lo danno le fotocamere con servomotore per lo scatto continuo, in modo da avere il soggetto che stiamo seguendo sempre a fuoco, che esso si avvicini o si allontani, senza dover sempre premere a metà il pulsante di scatto per focalizzarlo. Diciamo che esistono dei parametri per scattare nelle diverse condizioni, che indicativamente (perchè poi bisogna sperimentare e vedere cosa funziona) sono: Durante il giorno, all'aperto, soleggiato - 200 iso, 1\2000, f4; Nuvoloso di giorno all'aperto - 400 iso, 1\1600 f4; Di notte, all'aperto e con luci da stadio - 1600 iso, 1\320, f 2.8; All'interno, senza flash esterni - 1600 iso, 1\400 f 2.8; All'interno con flash esterni - 1600 iso, 1\250 f4. Al contrario di molti io non ho paura di spingere gli iso fino a 1600, in quanto preferisco una foto leggermente più rumorosa che una a fuoco ma sottoesposta. Inoltre non sono amante dello scatto continuo, lo uso solo in situazioni in cui non conosco la squadra e il loro gioco ma per iniziare va benissimo! Altri consigli per cogliere l'attimo sono di seguire sempre la palla, cercare di anticipare il gioco e scattare, scattare tantissimo!

Accidenti, che dovizia di particolari…un po' mi sono perso, da profano…vediamo se riesco a farti tornare "sulla terra" con la domanda successiva…ti è mai capitato un episodio divertente o curioso in....azione?

Il più curioso che ho dovuto affrontare, e al contempo il più pericoloso, è stato durante il mio primo anno ai Falcons Milano. Ci allenavamo al chiuso quell'inverno, per via della neve e io ero seduta sui gradini dell'uscita dentro questo enorme tendone. Ebbene, mentre ricontrollavo gli scatti fatti fino a quel momento e i ragazzi si allenavano, improvvisamente sento urlare il mio nome da più o meno tutti i ragazzi. Ebbene alzo gli occhi e mi ritrovo a meno di un centimetro dal naso il casco del Centro, Simone Sasso se non ricordo male, che dopo un esercizio, forse un Oklahoma, era caduto ed era scivolato fino ad arrivare dov'ero io. Con assoluta noncuranza e con una faccia abbastanza sorpresa, ci siamo salutati, tornando entrambi tranquillamente a quello che stavamo facendo. Ma non nego, con il senno di poi, di essermi davvero spaventata!

Ahahaha…fantastico…..ok, Angela…è stato un vero piacere. Lasciaci con una dedica o un messaggio.... Insomma massimo spazio e libertà a te per qualsiasi tipo di riflessione o pensiero del quale tu voglia rendere partecipi noi ed i lettori...

Ne approfitto per ringraziare un po' di persone allora: La Fidaf che quest'anno, grazie a uno speciale "accredito per motivi di studio" pensato per me appositamente da Sergio Brunetti, mi ha permesso di partecipare come fotografo alle partite del campionato Under21 in modo da accrescere il materiale per la mia tesi. Un grazie particolare dunque sia a Sergio che Stefano Simeoni che, durante le finali che si sono svolte a Milano, mi ha anche chiesto di ripetere l'esperienza l'anno prossimo e che accetto di buon grado. Un grazie anche agli Storms per i motivi già espressi prima e che non starò a ripetere. E un grazie anche a cif9.com per questa occasione che mi avete dato e per la pazienza che, ogni volta, avete nei miei confronti. Grazie a tutti!

Grazie a te, Angela. Il rispetto per la tua professionalità, l'attaccamento al nostro sport e la serietà del contesto in cui agiamo a volte ci impongono di essere formali…ma esistono, fortunatamente, anche le eccezioni. Tu rappresenti una di queste. Grazie, "Lalla".


Ufficio Stampa Cif9.com

La fabbrica dei sogni | La Preseason dei Marines Lazio

Roma, 21 Gennaio 2013 - Il progetto di creare delle squadre-satellite, per alcune formazioni che militano nella serie maggiore, si è rivelato spesso una strategia vincente, che restituisce ai piani di queste società i frutti sperati, quei promettenti talenti che sfruttano le possibilità e le occasioni offerte da un torneo minore per "farsi le ossa" ed acquisire quella esperienza e quelle competenze necessarie per poter successivamente affrontare sfide di livello superiore su altri palcoscenici. E' questo il caso dei Marines Lazio, che da parecchi anni schierano un farm-team nel Campionato Italiano di Football a 9, dando la possibilità ai rookies [ed anche ai meno giovani ma alle prime esperienze] di scendere in campo e cominciare a vivere le numerose ed intense emozioni che questo sport sa regalare. Nel nostro viaggio che sta percorrendo la penisola in lungo ed in largo per offrivi tutte le novità riguardanti le protagoniste del Cif9 2013 ci fermiamo a Roma, ospiti di Marco Fiordalice [team manager dei Lazio Marines] il quale ci racconta, con la sua proverbiale enfasi ed il trasporto tipico di chi ama visceralmente il football americano, tutti i retroscena della Preseason dei capitolini:

Ciao Marco e bentornato. Che clima si respira a casa-Marines? Che nuove?...

Ci siamo fermati dopo la fine dei campionati giovanili, che anche quest'anno ci hanno dato grandissimi risultati, ribadendo la bontà del progetto giovanile Marines. L'aria che si respira quindi è ottima, sana e soprattutto positiva. Gli allenamenti son ripresi in modo un po' particolare e peculiare direi: per molti ragazzi che faranno parte del farm team la stagione è iniziata già il 27 Agosto, iniziando la preparazione che ha portato a partecipare ai campionati giovanili appena conclusisi, esperienza che noi tutti speriamo li aiuti ad affilare gli artigli in vista di sfide più dure; per molti altri, i fuori quota alle prime esperienze, gli allenamenti si sono alternati sia in palestra che sul campo, soprattutto dando una grande mano alle 2 formazioni junior come scout team. A loro il 7 gennaio si sono aggiunte alcune "vecchie" guardie desiderose di calpestare ancora i campi e di far da guida al nostro manipolo di giovani agguerriti. Parola d'ordine? Migliorare la scorsa esperienza (cif9 2012) e puntare ai playoff!!

Unica squadra, insieme con gli Elephants Catania, ad aver iscritto un farm-team al torneo Cif9 di quest'anno….così come gli etnei, continuate nel progetto di formazione e sviluppo del vostro vivaio con l'unico obiettivo far fare esperienza ai vostri giovani…il record-percentuale 0-6 della scorsa stagione non rende però giustizia all'impegno dei vostri ragazzi...

Mi stupisce non poco la scelta di molte altre squadre di non mettere in campo il proprio farm team, soprattutto da parte di squadre con un florido vivaio. Immagino e mi auguro che le motivazioni siano prettamente di carattere economico. In un periodo di crisi economica mondiale come quello che stiamo vivendo, soprattutto nel football che è sport molto costoso per equipaggiamenti, trasferte etc, ogni spesa va considerata e vagliata attentamente, e un campionato come quello del Cif9, seppur diviso in gironi quasi regionali, incide e non poco sui budget delle varie formazioni. Il nostro progetto, in cui crediamo fermamente e in modo sempre più convinto, continua però il suo percorso finalizzato soprattutto a dare la possibilità di accumulare quell'esperienza necessaria a crescere sotto ogni punto di vista, sia tecnico, che atletico, che tattico. Saranno in molti gli atleti a presentarsi più che pronti a questa nuova sfida, vogliosi di riscattare un campionato, quello scorso, che ha lasciato si l'amaro in bocca per i risultati ma che ha fornito anche ottime indicazioni sul potenziale espresso solo in parte. Ci saranno quindi atleti con alle spalle l'ottima esperienza delle giovanili 2012, ed altri che aspettano da mesi il momento del riscatto.

In Under 18 e Under 21 ancora protagonisti di una splendida stagione, con ottimi risultati, importanti conferme, interessanti individualità, come Picariello, Capra, Rossi, Bacaro, etc… vedremo all'opera tutti questi terribili mini-fenomeni anche nel cif9 2013? Ti aspetti qualche importante conferma tra i tuoi ragazzi?…Qualche nome tra i protagonisti che vedi bene in pole position per quest'anno?

Da buon team manager devo parlare del collettivo più che dei singoli, e i ragazzi sanno che è la mia forma di rispetto più evidente e ciò che il mio ruolo impone....anche perchè il roster non è ancora completato in nessuna casella tranne quella di alcuni coaches: Abbiamo appena effettuato un tryout in pieno stile USA, che permetterà agli allenatori del team IFL e di quello Cif9 di valutare sotto molti aspetti l'intero parco atleti dei Marines. Probabili quindi sorprese da questo punto di vista!

Quali sono le maggiori differenze rispetto al 2012? Dove credi che concentrerete maggiormente la vostra attenzione in fase di preparazione?

Le differenze saranno soprattutto in sideline, con un nuovo HC (che ancora non posso svelare), 2 coordinatori del tutto nuovi, e l'apporto soprattutto tecnico/tattico degli import in forza alla prima squadra. L'aspetto che personalmente mi premerà maggiormente seguire, curare ed affinare, sarà uno solo: far capire a tutti i nostri ragazzi l'importanza che ha, soprattutto per loro, questo campionato che andremo ad affrontare: è un'occasione unica da non perdere per mettere "grano nel fienile" in vista del loro roseo futuro da giocatori di football americano! I coach lavoreranno sotto gli aspetti che competono loro, io insieme alla dirigenza tutta punterò a far crescere la mentalità del duro lavoro.

La programmazione sta alla base di ogni lavoro ben riuscito e di ogni organizzazione ben strutturata. In questo, senza dubbio, rappresentate un ottimo esempio per tanti altri team…Cosa prevede il planning dei Marines Lazio nell'immediato futuro?

Il piano di sviluppo c'è, ed è triplice: far lavorare i ragazzi della seconda squadra con gli stessi metodi del team IFL perchè è quello il loro obiettivo a medio-lungo termine; far crescere i nostri coach più giovani affiancandoli ad altri sia italiani che stranieri più esperti che daranno loro quel quid in più di crescita; continuare lo sviluppo della squadra dal punto di vista organizzativo, sottoponendoci a sforzi continui (e a volte massacranti) che però son sempre ripagati dal numero ma soprattutto dalla passione che i nostri ragazzi mettono in campo in ogni drive.


Qualche Test-match in programma in questa pre-season?

Effettueremo un camp verso la metà di febbraio, molto probabilmente a Grosseto, ospiti della polisportiva Olimpia-Longhorns con cui sta nascendo una collaborazione che definirei di ottime prospettive: sarà un'occasione splendida sia per rodare i meccanismi di gioco di entrambi i team in vista dei rispettivi campionati, sia per cementare un gruppo già forte e che vuole dimostrare a tutti chi sono i Marines!

L'inizio della stagione, con i vari reclutamenti, offre ai neofiti la possibilità di avvicinarsi ad uno sport per loro nuovo…come gestite l'approccio che questi ragazzi devono avere, allorché si affacciano per la primissima volta verso la pratica di questa disciplina?…e come vi state muovendo per i giovanissimi?…

Il programma di sviluppo giovanile dei Marines è iniziato alcuni anni fa, e già da qualche anno sta dando ottimi frutti, sia dal punto di vista dei risultati (finale under21 2011 ad esempio) sia soprattutto da quello del numero di tesserati (al momento intorno ai 160). Il programma prevede un'iscrizione annuale minima e una quota mensile a dir poco popolare, ma soprattutto la fornitura una tantum di un kit completo, che va dalla tuta di rappresentanza all'equipaggiamento obbligatorio per scendere in campo, dalla borsa sociale all'utilizzo di tutte le facilities e i servizi che riusciamo a fornire. Questo permette a molti ragazzi di avvicinarsi al football senza doversi sobbarcare da subito le spese (ingenti) dell'attrezzatura, e di iniziare a praticarlo in piena sicurezza, e grazie allo sforzo che la società mette sia nei settori giovanili che nel settore senior, i nostri atleti hanno la fortuna di poter giocare ed allenarsi praticamente tutto l'anno. Per i giovanissimi.. Gli allenamenti per la under15 non si fermano mai, così da arrivare alla prossima stagione giovanile pronti per schierare anche quel settore che quest'anno abbiamo deciso di non iscrivere a bowl ufficiali. Adesso è anche partito inoltre il progetto flag junior ud13 e ud15, con la supervisione tecnico-organizzativa di Massimo Fierli, che nel campo non ha bisogno di presentazioni. Con questo progetto contiamo di riempire anche l'ultima casella mancante dei vari settori di una squadra di football, sia tackle che flag.

Sconfiniamo un attimo in "rosa"...Come va il progetto del tackle football femminile?…a che punto sono le ragazze? Sappiamo che sono molto affiatate (e anche molto forti….)…progetti in vista?

Il Progetto "Le Marines" continua e sta dando i primi frutti: il numero di ragazze è in aumento, e se continuiamo di questo passo parteciperemo al primo campionato ufficiale di tackle femminile. Le ragazze dimostrano una passione, una grinta e una costanza che quasi mi stupiscono: il football è questo, passione sportiva allo stato puro, però non credevo che già dai primi passi di questo progetto potessimo trovare ragazze cosÏ innamorate di questo sport!

In questi tempi si dibatte parecchio a proposito della suddivisione (e dei meccanismi) delle categorie in Italia. Football A 9, a 11, le varie fasce d'età, suddivisioni regionali, etc… Tu come la pensi?

Le promozioni tra i vari campionati non credo siano possibili, soprattutto a causa di differenti numeri di tesserati e di budget tra le varie squadre: il secondo di questi aspetti soprattutto incide molto sulle scelte dei team e quindi ipotizzare promozioni automatiche nel nostro mondo, credo sia un sogno irrealizzabile. Mi piacerebbe vedere una serie A1 e A2 con 1 solo americano ed obbligo di almeno 1 coach usa, così magari si potrebbe anche ipotizzare il discorso promozioni; terrei comunque inalterata la formula, direi vincente dati i numeri, del campionato Cif9. Per le giovanili, finalmente il consiglio federale ha preso le decisioni che auspicavo: dal 2014 si giocherà a 11 anche in inverno con i più "piccoli" a 11!! Non mi dispiacerebbe comunque vedere un campionato giovanile a 9 per le squadre neonate, ma soprattutto vorrei vedere grandi e corpose sanzioni contro le squadre che non attuano lo sviluppo delle squadre giovanili in genere!!

Dimmi un pregio ed un difetto del Football in Italia…

Il difetto maggiore direi la mancanza della mentalità sportiva tipica degli Usa, sotto tanti punti di vista. Il maggior pregio: la passione smodata per questo sport, che anche molti americani ci invidiano!

Qual è il giocatore italiano che preferisci?…

Se devo parlare di giocatori italiani preferiti, mi vengono in mente solo 2 nomi: l'immenso Diego Gennaro e il nostro UNICO Capitano Simone Tortorici. Il motivo? Semplice: sono entrambe nati nel paese sbagliato...

Quale team ti ha colpito di più la scorsa stagione?…

Sono rimasto impressionato dai miglioramenti fatti da Terni, alla sua prima esperienza, e dalla continuità dei Bills, seppur arrivano ogni anno in fondo ma sbagliando le partite più importanti.

Ipotizzando che la formula dei playoff 2013 rimanga immutata…scommetti 1 euro sulle 4 squadre che arrivano alle finali di Conference [North e South] quest'anno…Qual è il tuo pronostico?

E' sempre difficile fare pronostici a bocce ferme nel football, soprattutto non conoscendo le reali potenzialità e condizione attuale delle varie squadre. Provo a farlo comunque: Grosseto vs Bari per la South Conference, Aquile vs Skorpions per la North.

Chiudiamo in simpatia. Falla tu una domanda a Marco Fiordalice…

Mi chiederei cosa mi spinge a dedicare 18 ore al giorno ai Marines 365 giorni l'anno...e mi risponderei che non c'è nulla di più bello che insegnare football…e vedere la mia stessa passione che si riflette negli occhi di tutti i "miei" giocatori!

Grazie mille, Marco. Alla prossima.


Ufficio Stampa Cif9.com

Torna in campo la solidarietà

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del Campionato Italiano di Football a 9, i Mastini Ivrea iniziano i test match pre-season in vista del torneo 2013. Anche quest’anno un campionato impegnativo che vedrà i Mastini confrontarsi con i Blitz Ciriè, 65ers Arona e G-Team Gallarate, squadre di tutto rispetto che non andranno sottovalutate per ottenere l’accesso ai playoff.

Come anticipato nelle settimane precedenti, la società ed i giocatori hanno ben chiari gli obiettivi stagionali, primo su tutti disputare un campionato di alto livello a testimonianza della crescita tecnica dalla scorsa stagione ed il raggiungimento dei playoff, solo sfiorati lo scorso anno. In seconda battuta promuovere questa disciplina tra i più giovani, rinvigorendo il neonato “Junior Team” Under 15 organizzandolo e strutturandolo nel modo più congeniale e funzionale possibile. Junior Team che ormai da alcuni mesi svolge le proprie attività presso la palestra della Scuola Media di Pavone C.se, ogni giovedì dalle ore 17.

La prima partita di pre-season, fissata per Domenica 27 Gennaio ore 14 presso il campo sportivo comunale di Pavone C.se, non sarà per i Mastini solo un avvenimento sportivo, ma prima di tutto una giornata dedicata ad obiettivi più elevati come l’altruismo, solidarietà e alla raccolta fondi, destinata nello specifico a due importanti realtà come UGI Torino “Unione Genitori Italiani” contro il tumore dei Bambini e l’Associazione “Piccolo Carro” di Chiaverano. Grazie alla collaborazione degli Oldies For Solidariety (che hanno già assaporato l’aria eporediese pochi mesi fa per un altro evento benefico) e la Football Academy Gladiatori di Max Bertolani (Isola dei Famosi) è stato possibile organizzare questo evento con squadre che da sempre sono in prima linea per obiettivi importanti come questi.

Prima della partita si svolgerà conferenza stampa, durante la quale la dirigenza dei Mastini Ivrea presenterà la Squadra che disputerà il campionato CIF9 2013, il Programma Sportivo e tutta una serie attività e novità ad esso collegate, gli sponsor storici che da sempre credono nel progetto Mastini ed i nuovi, come lo Sponsor Ufficiale OME Catella Srl.

Ufficio Stampa Mastiffs Ivrea

giovedì 17 gennaio 2013

Istinto e passione - La Preseason dei 65ers Arona

Arona (NO), 18 Gennaio 2013 - Ai nastri di partenza del Campionato di quest'anno tante new entries, tanti "rientri", ma anche diverse squadre che, forti della prima vera esperienza maturata sul campo nel corso della scorsa stagione, cercano conferme e in qualche caso anche riscatto. Sulla sponda meridionale del lago maggiore qualcosa continua a muoversi. Nonostante la difficoltà di diffusione capillare che il nostro sport incontra soprattutto a paragone con altre discipline assai più seguite, i 65ers provano a dimostrare alla realtà che li circonda che i valori trasmessi dal football meritano di essere seguiti con maggiore curiosità ed interesse. Se il tabellone del 2012 aveva in qualche modo penalizzato l'esordio degli aronesi, accentuando il mismatch con scontri ostici come quelli che li hanno visti contrapposti a team rodati come Varese, Busto Arsizio e Cavallermaggiore, quest'anno il girone toccato ai bianco-arancio sembra [sulla carta, è chiaro] più alla loro portata. Staremo a vedere. Intanto, per tastare il polso alla squadra piemontese e scoprire i particolari della loro Preseason, scambiamo quattro chiacchiere con coach Riccardo Robecchi:

Ciao Rick e bentornato..che novità ci sono in casa 65ers?…che aria si respira ad Arona?

Nonostante in città si faccia fatica ad imporre la nostra disciplina, decisamente poco pronti gli aronesi alle novità, il Team sta sempre più strutturandosi dal punto di vista del numero degli elementi, sono arrivati giocatori nuovi che hanno aggiunto spessore tecnico al gruppo, inoltre l’arrivo di Agostino Girardello e Primo Pizza nel coaching staff sta dando risultati in tutti i settori, le novità della stagione saranno quindi un roster più ampio e maggior presenza a bordo campo insieme al sottoscritto, parola d’ordine raggiungere la nostra prima vittoria ufficiale dopo l’annata 2012, in cui abbiamo pagato la mancanza di esperienza.

E' vero. Ne sia prova il fatto che, nonostante l'impegno profuso, l'anno scorso avete esordito con un severo 0-6. Che voto daresti ai tuoi ragazzi per quanto dimostrato in campo?

Senza dubbio un 10. Sono stati i ragazzi, seppur ancora acerbi, a votare per l’iscrizione al torneo dell’anno passato facendo una scelta coraggiosa e sapendo che l’esperienza fatta in partita conta di più di quella in allenamento. Nonostante lo zero-sei abbiamo tutti dato il 110% e al di là del tabellone quella è stata la nostra vera vittoria.

Quali sono allora, alla luce di tutto ciò, i presupposti per questa stagione e gli obiettivi alla vostra portata?

Innanzitutto i nostri miglioramenti tecnici e la fortuna di avere una regular season più agevole, o per lo meno non umiliante, dell’anno passato (cito tre incontri Skorpions, Blue storms, Bills) lascia spazio a presupposti migliori, almeno giocarsi fino alla fine ogni singola partita per raggiungere la nostra prima vittoria…poi si vedrà…

Quali sono le maggiori differenze rispetto alla passata stagione? Dove credi che concentrerete maggiormente la vostra attenzione in fase di preparazione?

Le maggiori differenze sono…appunto il girone…l’esperienza e la presenza di validi assistenti grazie ai quali finalmente ho potuto fare una programmazione degli allenamenti in modo più razionale, rimane la nostra lacuna del peso, la mia è una squadra leggera dove tutto deve necessariamente essere impostato sulla velocità...

Sportivamente quindi i buoni propositi ci son tutti. E…a livello di gestione invece?…Come si sta muovendo la società, con quali strategie?

La società sta sviluppando un programma di diffusione volto al reclutamento ed a creare un settore giovanile che possa dare continuità, il sogno è quello di avere un campo di proprietà ed imporre la presenza del football ad un paese che mastica quasi esclusivamente “rotondità”, amo pensare a breve e medio tempo, per ora riesco a vedere di tre anni in tre anni..

Step by step, quindi… un passetto alla volta, il che non è del tutto sbagliato per una piccola realtà desiderosa di crescere. Speriamo che la provincia e le istituzioni non restino indifferenti..e diano spazio anche alla…."ovalità"…Senti un po' invece..tornando a noi..Come è andato il Xmas Bowl a Savona?...Qualche altro Test-match in programma in questa pre-season?

Il X-mas Bowl a mio vedere è stato un successo, visto il valore degli stimati avversari trovo che la mia difesa ha dato dimostrazione di essere molto cresciuta, si è giocato senza blocchi bassi e per un team sotto gli 80 kg di media contro i colossi savonesi e di Lugano l’attacco non poteva fare scintille…e per la verità essendo sceso in campo da giocatore dopo più di un ventennio (il carattere amichevole lo consentiva) direi che il divertimento non mi è mancato.. Stiamo cercando di organizzare un altro triangolare per il 3 Febbraio con Gorillas Varese e BlackReds Aosta, naturalmente cercherò di bissare anche la mia discesa in campo.


A parte questo episodio in cui sei ritornato sul terreno di gioco…come hai gestito in passato il passaggio da player a coach?…e come ti trovi adesso nel duplice ruolo di allenatore/dirigente, con tutti i sacrifici gratuiti che ti trovi a fare giorno dopo giorno?

Semplice..tanto amore per questo sport e per i miei ragazzi…il passaggio è stato duro, da allenatore provo tensioni emotive che da giocatore non ho mai provato…visto la giovane età del mio gruppo il mio intento è quello di essere anche un educatore ed un punto di riferimento...ancor più duro essere dirigente, tutto mi sembra complicato ma credo sia giusto che la Federazione voglia “crescere” dei professionisti ed io ho ancora tanto da imparare.

Sono parole assai condivisibili le tue, Rik. Quello di educatore è un ruolo assai delicato e comporta sempre delle responsabilità, nei confronti dei propri ragazzi, che bisogna essere pronti ad accettare. A proposito dei tuoi atleti…Ti aspetti qualche importante conferma tra loro? Qualche nome tra i protagonisti che vedi bene per quest'anno?

Credo sarà una crescita ed exploit di squadra…la forza del gruppo…dovendo fare dei nomi….Mattia Arosio, Paolo Calabrese, Stefano Guerci, Omar Passera, Mattia Mora, Andrea Mora, Emanuele Mascelli, ma ripeto…tutto il gruppo.

Come gestite il primo approccio dei rookies alla pratica di questo sport?

Insegnamento dei fondamentali e dello spirito di sacrificio che accompagna la carriera di un giocatore di football, il resto viene nel tempo..

Come vi state muovendo per i giovanissimi?…parteciperete al Fivemen U18? U15? Flag?…

Il settore giovanile praticamente è tutto nel senior per motivi di carenza di personale, stiamo cercando di attrezzarci per le prossime stagioni.

In questi tempi si dibatte parecchio a proposito della suddivisione (e dei meccanismi) delle categorie in Italia. Football A 9, a 11, le varie fasce d'età, suddivisioni regionali, etc… Tu come la pensi?

Non ho un vero e proprio pensiero in materia, la mia esperienza è troppo limitata per dare consigli agli esperti, credo che la Federazione stia facendo un ottimo lavoro. Unico rimpianto dover vedere un mio giocatore di 15 anni (190 cm per 120 kg di potenza) non poter disputare un Cif9 per requisiti di età, non avendo un settore giovanile devo impiegarlo sono in amichevoli. Consiglierei di poter valutare ogni singolo giocatore minorenne in base alle caratteristiche fisiche, non anagrafiche.

Dimmi un pregio ed un difetto del Football in Italia…

Il pregio è la passione, il cuore che tutti noi buttiamo oltre l’ostacolo, il difetto gli Italiani, o meglio…"la rotondità" di cui parlavo prima, se solo il popolo capisse quanto è meglio l’ovale alla sfera sarebbe tutto più facile per tutti gli appassionati e gli addetti.

Giochiamo un po'… se esistesse un "Heisman Trophy" del Football a 9 italiano…tu a chi lo avresti assegnato per la passata stagione?

Siccome in Italia non esiste….sarò romantico….Omar Passera, il figlio della mia compagna (Cinzia Spadaro, il presidente) praticamente mio figlio, ottimo QB..ma soprattutto da una sua folle proposta il 27 ottobre 2010 sono nati i 65ERS.

Quale team ti ha più impressionato la scorsa stagione?

Fra quelli che ho incontrato mi hanno impressionato gli Skorpions...per tutta la stagione una difesa che non ha concesso quasi nulla…ma che dire…Bills e Blue Storms li buttiamo?

Ipotizzando che la formula dei playoff 2013 rimanga immutata…te la senti di formulare un pronostico?

Non scommetto mai….[…e se ci intercettano?…ahahaha..] però posso dirti che chi farò il tifo naturalmente oltre ai bianco arancio di Arona, per i Pirati di Savona, grandi ricordi e grande stima per il mio "grosso" amico Nico.

Nico Amoroso è uno di quei personaggi che hanno vissuto e vivono sempre la loro passione in maniera viscerale…ce ne vorrebbero tanti come lui…comunque…chiudiamo in simpatia, coach: Mettiti di fronte allo specchio e fai una domanda a Riccardo Robecchi…

Mi chiederei “ma chi te lo ha fatto fare”….risponderei “l’amore”

Grazie mille, Rik. Alla prossima.


Ufficio Stampa Cif9.com

mercoledì 16 gennaio 2013

Patriots: Ecco il calendario delle partite

Bari, 16 gennaio 2013 - Tutto pronto in casa Patriots per l'inizio del Campionato Italiano di Football Americano a 9. Nei giorni scorsi la FIDAF - Federazione Italiana di American Football ha presentato i gironi e il calendario del CIF9. I nero-oro del Presidente Damiani militeranno nel girone B della South Conference insieme a Mad Bulls Barletta, Dragons Salento e, per la prima volta, Eagles Salerno. La prima di campionato è fissata per il fine settimana del 23/24 febbraio e i Patriots la giocheranno in casa contro i Mad Bulls Barletta. Inzierà da Bari, quindi, la scalata alla classifica per i Patriots. L'obiettivo è sempre lo stesso: conquistare la finale del CIF9 a cui, questa stagione, parteciperanno 40 squadre in totale, divise in Conference Nord e Sud.

La compagine barese lo scorso anno aveva sfiorato la finale nazionale, ma è stata fermata 53-16 dai Cardinals Palermo nella finale di South Conference. I Patriots però non si sono arresi, anzi. Hanno inziato la preparazione pre-campionato in anticipo con le consuete sedute di allenamento in palestra e sul campo, oltre ad alcune sessioni speciali guidate da Giorgio Longhi, head coach della Nazionale Italiana. Lo scorso 23 dicembre i ragazzi del Presidente Damiani hanno vinto il I° Memorial Piero Lovecchio (in onore del vice-presidente della squadra scomparso a luglio scorso) contro i Dragons Salento. Una buona prova che, insieme al successo del reclutamento di ottobre che ha dato vita alla squadra giovanile, ha galvanizzato società e giocatori. I Patriots Bari hanno poco più di un mese, quindi, per mettere a frutto il lavoro di questi mesi e capitalizzarlo contro Barletta nella prima di campionato.


Il calendario delle partite:

23/24 febbraio: Patriots Bari - Mad Bulls Barletta
9/10 marzo: Eagles Salerno - Patriots Bari
16/17 marzo: Dragons Salento - Patriots Bari
6/7 aprile: Mad Bulls Barletta - Patriots Bari
20/21 aprile: Patriots Bari - Eagles Salerno
4/5 maggio: Patriots Bari - Salento Dragons

Ufficio Stampa Patriots Bari

martedì 15 gennaio 2013

A volte ritornano | La Preseason degli Highlanders Catanzaro

Catanzaro, 15 Gennaio 2013 - Giocare a Football in Italia è spesso sinonimo di enormi sacrifici, sia dal punto di vista fisico che emotivo, non soltanto quelli che si fanno in palestra e sul manto erboso, ma anche quelli silenziosi, personali, intimi, che condizionano in modo preponderante il proprio modus vivendi. E' il caso di alcuni ragazzi di Catanzaro, i quali hanno dovuto sacrificare un anno intero della loro vita facendo avanti e indietro da Crotone [integrandosi a meraviglia con i "cugini" Achei] pur di giocare, pur di mettere piede in campo e sublimare la loro passione sportiva. Il 2012 aveva visto infatti la città tra i due mari scomparire dal calendario del Cif9, ma adesso a quanto pare gli sforzi dei volenterosi all-blacks calabresi sono stati ripagati. Gli Highlanders sono infatti pronti a ripartire di slancio con tante novità, una società con un [finalmente] congruo sostegno economico, un campo di allenamento adeguato e costantemente a disposizione del team, un pacchetto-atleti interessante, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità, un nutrito gruppo di zelanti rookies impazienti di poter mettere in pratica quanto appreso in fase di preparazione e tanta, tanta volontà e desiderio da parte dell'intero staff di tornare protagonisti. Con tutti questi importanti propositi, non potevamo farci sfuggire l'occasione di scambiare due chiacchiere con l'uomo-simbolo di questa formazione, coach Max Marino:

Ciao Max e bentornato a te e agli Highlanders dopo questo anno di stop. Come vanno le cose in quel di di Catanzaro? Quali le novità?

Grazie a cif9.com innanzitutto per questa intervista. Un grazie ai ragazzi che hanno già militato in questo team e che hanno appoggiato me e la dirigenza in questo progetto di ripresa dell’attività dopo un anno di stop. E permettimi di ringraziare il gruppo Assitur Corriere Espresso, nella persona del dottor Adriano Marani, che ha deciso di accompagnare gli Highlanders in questa nuova avventura e di contribuire così alla diffusione di questo meraviglioso sport nella nostra città e nella provincia. Il reclutamento delle nuove leve è andato bene, l’aria che si respira è frizzante e l’entusiasmo è grande, come la voglia di imparare. In sintesi, le parole d'ordine di quest'anno saranno: lavoro, sacrificio e orgoglio di indossare la maglia nero-oro degli Highlanders.

Un anno "fermi"…una dozzina di voi ha vissuto l'esperienza crotonese con impegno e soddisfazione. Che anno è stato per voi?…e per "l'altra parte" che non vi ha seguito negli Achei? Come hanno vissuto loro questo anno sabbatico?

A Crotone io personalmente ho ritrovato l’anno scorso un gruppo di amici con il quale ho diviso il campo in tante battaglie. Parlo a nome di tutti -senza paura di smentita – quando dico che a Crotone è stata una esperienza intensa, soddisfacente per i risultati, per certi versi difficile, faticosa. Come ogni cosa bella anche quell’esperienza ha avuto una fine. I ragazzi rimasti a Catanzaro nella scorsa stagione, chi per motivi lavorativi o di studio chi per altri problemi personali, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno durante la scorsa stagione.. riprendere con loro, riformare lo zoccolo duro della squadra è stata la cosa più naturale del mondo.

Quando una famiglia si ricompaia è dura per tutti gli avversari…Quali sono, alla luce di queste premesse, i presupposti per questa stagione? Fin dove pensate di potervi spingere?

L’obiettivo della stagione 2013 per gli Highlanders è molto semplice: costruire un team per gli anni a venire, senza commettere gli errori che indubbiamente sono stati compiuti negli anni passati. Ai tanti rookies dico che se sapranno sempre mantenere la voglia di lavorare che mi stanno dimostrando in queste settimane, tutto ciò che verrà, siano vittorie o sconfitte, servirà a costruire il loro bagaglio di esperienza sportiva. Questa stagione servirà a costruire, mattone dopo mattone, un edificio solido. Più concretamente, in questo campionato ho dato un obiettivo ai ragazzi del team: vincere almeno una partita.

Quali sono le maggiori differenze rispetto al 2011? Dove credi che concentrerete maggiormente la vostra attenzione in fase di preparazione?

La squadra è completamente nuova, alla dozzina di ragazzi che hanno giocato a Crotone e a Messina si aggiungono alcuni dei players che avevano disputato i campionati 2010 e 2011 e tanti rookies. Abbiamo a disposizione un campo che ci permette di allenarci con continuità e, come dicevo prima, una certa sicurezza economica, che di questi tempi è un valore aggiunto. I presupposti per fare bene, insomma, ci sono tutti. Dopo una buona preparazione atletica, il lavoro si sta concentrando naturalmente sulla tecnica individuale, ruolo per ruolo. Mi riprometto in questa stagione di curare in particolare il reparto difensivo, nel quale credo di avere a disposizione quattro o cinque elementi davvero in gamba.


Lavorare con questo tipo di serenità indubbiamente aiuta molto…Quale sarà allora il "planning" della società per il prossimo futuro?

Per il momento il frutto delle riunioni svolte quest’estate è stato un programma che si spinge fino al 2014. Nel 2013 stiamo lavorando a questo campionato e dare massima visibilità al nostro sport, ma entro i primissimi mesi dell’anno abbiamo programmato di farci conoscere nelle scuole della città, a cominciare dalla flag, nella prospettiva di creare un settore giovanile per l’autunno o più probabilmente per l’anno successivo.

Questa è davvero un'ottima notizia…lo sviluppo del settore giovanile è una delle chiavi per la diffusione ed il successo del nostro sport. Qualche Test-match in programma in questa pre-season?

Ho avuto contatti con l’amico coach Imbesi dei Caribdes Messina per valutare la possibilità di un paio di amichevoli pre-campionato. La prima il 27 Gennaio a Catanzaro.

In cosa riesci a trovare lo stimolo per continuare a fare sacrifici gratuiti per guidare il tuo team?… e come è stato il passaggio da giocatore ad allenatore?….

Lo stimolo deriva dall’immensa passione per questo sport… non saprei neanche quante volte- durante la giornata- la mia testa va al football…Il passaggio da giocatore ad allenatore è stato come guardarsi allo specchio e capire che più che la soddisfazione sportiva personale era arrivato il momento di cercare di infondere negli altri i valori di questo sport.

Ti aspetti qualche importante conferma tra i tuoi ragazzi?…Qualche nome tra i protagonisti che vedi bene in pole position per quest'anno?

I numeri dicono che abbiamo in squadra uno dei migliori runner di tutto il Cif9, il nostro #33 Saverio Pugliese. Mi aspetto molto dai nostri fratelli di Palermo, che dopo un anno di lontananza tornano anche loro in famiglia e mi aspetto che lo facciano da protagonisti. Avrei altri nomi da citare ma ne dico solo uno: il nostro defensive tackle Paolo Megna.

Come gestite l'approccio dei rookies a questa disciplina per loro nuova?…

Indubbiamente è un tema delicato soprattutto per una società piccola come la nostra. Da parte mia, cerco per un verso di agevolare l’integrazione, non solo sportiva, nel gruppo. Per altro verso, è necessario al massimo curare la loro formazione tecnica che ha bisogno di svilupparsi con allenamenti specifici, differenziati da chi, avendo una esperienza di football, ha già una certa formazione tecnica.

In questi tempi si dibatte parecchio a proposito della suddivisione (e dei meccanismi) delle categorie in Italia. Football A 9, a 11, le varie fasce d'età, suddivisioni regionali, etc… Tu come la pensi?

Io sarei per portare il campionato CIF9 a undici giocatori ed introdurre due retrocessioni/promozioni tra Lenaf e CIF9. Per l’IFL manterrei l’attuale formato di campionato di eccellenza al quale accedere non solo ed automaticamente per meriti sportivi ma anche in base a determinati requisiti di solidità economica e societaria.

Dimmi un pregio ed un difetto del Football in Italia…

Il pregio è che esso è il frutto della tenacia e della caparbietà dei giocatori, dei coaches e dei presidenti che hanno continuato a crederci negli anni passati, nonostante le difficoltà, nonostante tutto, da vera gente di football. Il difetto è che tutta questa tenacia qualche volta è stata vanificata da gente che invece portava solo acqua al proprio mulino. Siamo rientrati da poco nel CONI, cerchiamo di imparare dagli errori commessi e di contribuire ognuno per parte sua alla crescita del Football.

Giochiamo un po’… se esistesse un “Heisman Trophy” del Football a 9 italiano…tu a chi lo avresti assegnato per la passata stagione?

Ad ogni giocatore di Catanzaro che ha militato nel 2012 a Crotone, allenandosi con serietà sacrificio per una maglia che non era loro.

Dimmi quale team ti ha più impressionato la scorsa stagione...

Tutte le squadre contro le quali abbiamo giocato mi hanno – per vari aspetti – fatto una buona impressione. I Patriots Bari sono un ottimo team, i Dragons Salento hanno alcune ottime individualità ed anche i Green Hawks Barletta (gli attuali Mad Bulls) - pur essendo al loro primo campionato - avevano dimostrato di aver lavorato bene, crescendo e migliorando nel corso della stagione.

Che ne dici di un pronostico per le Finali di Conference di quest'anno?...

Sul nord non mi sbilancio, al sud dico che la finale sarà Eagles Salerno - Patriots Bari.

Chiudiamo al solito con un sorriso…fai una domanda a coach Marino...

La domanda che mi farei è: coach Marino, hai qualche sassolino da toglierti dalle scarpe..in questo campionato 2013? La mia risposta è: …preferisco fermarmi alla domanda, la risposta la darò quando sarà il momento…Grazie a voi ed in bocca a lupo a tutti!

Grazie a te, Max. Alla prossima.


Ufficio Stampa Cif9.com

Primo camp di football americano in Abruzzo

Per la prima volta in Abruzzo, da quando nel lontano 1983 sono stati fondati i Pescara Crabs, si svolgerà un coach clinic ed un camp di football americano. Sarà tenuto dal Coach Aldo Stanzani, campione europeo ’87 con la Nazionale Italiana ed oggi Head Coach degli Knights della Clearwater Academy High School di Tampa, in Florida, che quest’anno ha vinto il campionato statale della Florida.

Per info su coach Stanzani, cliccate questo link.

Domenica prossima, 20 gennaio, dalle 9.00 alle 18.00, presso l'impianto sportivo in Piazza Angeli Custodi a Francavilla al Mare (CH), il presidente dei Crabs, Fabrizio Moretti, ed il suo staff, organizzano questo coach clinic ed un camp riservato a tutti gli atleti dei seguenti ruoli: quarterbacks, wide receivers, running backs, linebackers, defensive backs. Per i coaches che interverranno, il clinic è riconosciuto da AFC Italy, utile, quindi, per accumulare crediti formativi.

Il costo della partecipazione è di €uro 50,00 per i coaches ed €uro 20,00 per gli atleti. E' previsto anche il pranzo, alle 13.00, offerto a tutti i partecipanti.

Come in ogni suo camp, Coach Stanzani intende stimolare la forza di volontà dei sui allievi per migliorare o essere migliorati sulla base dei migliori principi che uno sport come il football americano può fornire; intende formare, preparare ed eventualmente selezionare giocatori ed allenatori meritevoli che sono in grado di fare un salto di qualità e crescere per e nel football americano.

Per maggiori informazioni, contattare Fabrizio Moretti (Cell. 335 1323459) o Daniele Mancini (Cell. 393 9648972). Vi aspettiamo!!! Buon football a tutti...

Daniele Mancini | Ufficio Stampa Crabs Pescara


I Gorillas "sfidano" gli Skorpions. Varese scopre una nuova rivalità

Sarà un 2013 all'insegna delle novità, alcune delle quali davvero epocali. La differenza nella visione del futuro è la principale motivazione che ha spinto un gruppo di ex giocatori e allenatori in forza agli Skorpions a creare una nuova società che si pone come obiettivo quello di riportare la "palla lunga un piede" nella città giardino. Da anni trasferiti a Vedano Olona, gli Skorpions continueranno la loro attività presentandosi nel campionato di football a 9 con un coaching staff rivoluzionato nel quale figurano il capo allenatore Giorgio Nardi (una lunga milizia nelle file dei Frogs), Fulvio Rusconi, Daniele Donati e Pierangelo Aimetti (tecnici di grande affidabilità di ritorno dai Rhinos Milano), Paolo Zanella, Christian Bianchi, Marco Fortunali e Federico Turchi. Massimo D'Alessandra, head coach rilasciato a sorpresa dai rossoneri, ha trovato immediato ingaggio nei Blue Storms che non si sono lasciati sfuggire l'occasione di affidargli la prima squadra. In un contesto sempre più ricco a livello provinciale, nel quale figurano anche G Team Gallarate (anch'essi al debutto nel CIF9) e Flames Busto Arsizio (per il momento impengati solo nel football senza contatto), la novità è rappresentata dai Gorillas Varese, la neonata società che ha cominciato la sua avventura diretta da una ventina di elementi ancora vincolati, a livello di tesseramento, dagli Skorpions. Escluso qualsiasi accordo di cessione o prestito tra le due società, è divenuto subito un obbligo per il nuovo sodalizio optare sul reclutamento che ha preso il via con ottimi risultati nella palestra di Via Dante. Quel che più colpisce nel programma dei Gorillas è la sede prescelta per gli allenamenti, stabilita al campo sportivo Vivirolo, dove negli anni Ottanta il football locale mosse i primi passi. A dirigere le operazioni un presidente giovane e ricco di idee come Paolo Ambrosetti coadiuvato dall'esperto Leonardo Galvan e da Alberto Malomo. Nel 2013 i biancorossi disputeranno solo amichevoli tenendo l'attenzione fissa sulla crescita numerica degli atleti. La speranza è che l'antagonismo inevitabile con gli SKorpions crei i presupposti per aumentare la visibilità della disciplina. Nel frattempo i Gorillas presentano il loro gruppo di cheerleaders, le Flying Monkeys, che a breve saranno impegnate come testimonial di uno sponsor durante le partite di volley della Unendo Yamamay Busto Arsizio.

Roberto Rizza

lunedì 14 gennaio 2013

Blue Storms: Tutte le novità del 2013

La Squadra Senior è tornata ad allenarsi in vista del Campionato di Cif9. Giovanni Ganci è il nuovo Head Coach

Busto Arsizio, 14 gennaio 2013 – Ai Blue Storms piace stupire, e questa ormai non è una novità. Dopo lo “strano” sodalizio con gli Skorpions Varese e la nascita dei Vipers, squadra dedicata ai giocatori Under 18, dopo il battesimo delle Tempeste, formazione femminile che disputerà il prossimo Campionato Italiano FIDAF in rosa e la conferma della collaborazione con le Thunders Cheer, le cheerleader che guideranno la tifoseria bianco-blu, il Presidente Di Lorenzo ha tirato fuori dal cilindro l’ennesima sorpresa. A guidare la squadra senior nel Campionato Cif9 quest’anno ci sarà Giovanni Ganci, nome molto conosciuto nell’ambiente del football americano: giocatore (con tanto di scudetto sul petto nel 1994, con i Frogs Legnano), dirigente e arbitro (con all’attivo ben due Super Bowl italiani), da dicembre Ganci è anche il commentatore tecnico della National Football League sulle reti di Sportitalia.

Se a Ganci è affidato il delicato ruolo di Head Coach e Offensive Coordinator, al suo fianco avrà assistenti di tutto rispetto: confermato Silvio Garzonio come Direttore Sportivo, il reparto difensivo sarà allenato da Fabio Parma, Massimo D’Alessandra e Roberto Lorenzetti, mentre in attacco la linea sarà affidata alle cure di Giovanni Fumarola e il reparto QB a Pier Gallivanone, altro nome “storico” del football made in Italy. Sulla sideline, accanto a Ganci, ci sarà anche Alessandro Di Lorenzo, Presidente del team bianco-blu e sempre più impegnato anche nel ruolo di allenatore (sia per le squadre giovanili, flag & tackle, che per la squadra femminile).

Sul fronte giocatori, anche qui tante le novità. Con il trasferimento a Busto Arsizio, la squadra ha subito un forte rinnovamento, sono arrivati diversi nuovi atleti, tra i quali alcuni provenienti da altre franchige (Rhinos Milano, Seamen Milano e Lanceri Novara in primis). Il movimento italiano sta crescendo e i Blue Storms per primi hanno capito che questo è il momento di “spingere sull’acceleratore”, ampliando la base dei giocatori e puntando dritti ad un unico scopo: promuovere il football americano a 360°, dimenticando campanilismi e personalismi e concentrandosi sull’insegnamento del gioco.

Il Campionato Cif9 inizierà il 2 marzo e il lavoro da fare è moltissimo: nessuna ambizione particolare nelle parole del coaching staff. Quest’anno si giocherà partita dopo partita, puntando a rinforzare tecnicamente ogni reparto e a far fare esperienza a tutti i giocatori. Ancora una volta i Blue Storms coltivano un progetto, ma non per questo rinunciano ai sogni. Sarà un campionato duro, ma perfetto per fare il punto sulle potenzialità di questa squadra.

Quaranta le formazioni iscritte a questo campionato, suddivise in 10 gironi da 4 squadre ciascuno: un record per la Federazione Italiana di American Football!

Il girone nel quale sono inseriti i Blue Storms vede la presenza di Commandos (Brianza), degli Hammers (Lario) e degli Skorpions Varese. La regular season terminerà il 12 maggio, con gli eventuali recuperi; play off il 2/3 e 9/10 giugno, finale di conference il 16/17 giugno e Nine Bowl il 22 giugno.

Foto: Giovanni Ganci

Barbara Allaria | Ufficio Stampa Blue Storms Busto Arsizio